Sassuolo, anziana colpita da scabbia: profilassi in due ospedali
La donna di 96 anni affetta dalla forma “norvegese” della malattia contagiosa Pomate preventive per operatori, degenti e personale di Sassuolo e Baggiovara
SASSUOLO. Caso di scabbia norvegese all’ospedale di Sassuolo. Ad essere infettata dalla malattia, provocata dall’acaro Sarcoptes Scabiei, una 96enne al momento ricoverata nel reparto di Medicina Riabilitativa dell’ospedale di Baggiovara.
La donna, a causa di una diversa patologia, si era rivolta nei giorni scorsi al pronto soccorso dell’ospedale di Baggiovara e i sanitari, dopo le visite del caso, avevano disposto il ricovero nell’unità operativa di Medicina Metabolica. Dopo un periodo di degenza l’anziana è stata trasferita nel reparto di Lungodegenza dell’ospedale di Sassuolo, nosocomio territorialmente competente, dove avrebbe dovuto proseguire le cure indicate dai medici del reparto di Medicina Metabolica.
L’infezione da scabbia norvegese è stata accertata subito dopo le dimissioni dall’ospedale di Baggiovara, durante un approfondimento diagnostico. La 96enne è stata perciò nuovamente trasferita a Baggiovara, dove ora si trova ricoverata, in stanza singola, nel reparto di Medicina Riabilitativa.
Immediato l’avvio della profilassi su tutte le persone entrate in contatto con l’anziana. Con un’apposita pomata, rimedio idoneo per evitare il contagio, sono infatti stati trattati i pazienti, i medici e il personale dei reparti in cui la 96enne è stata ricoverata.
«Per la donna affetta dalla malattia contagiosa – spiega l’Ausl – è stata avviata la procedura di isolamento. La paziente è ora in buone condizioni generali, compatibilmente con l’età avanzata, e il caso è stato isolato e sottoposto ai trattamenti necessari. Tutte le persone che potenzialmente possono avere avuto contatti diretti sono già stati trattati a scopo precauzionale, secondo le regole dettate dagli specifici protocolli».
La scabbia, malattia contagiosa che colpisce la pelle, è provocata da un parassita, l’acaro Sarcoptes scabiei, invisibile a occhio nudo. Per tale ragione l’infezione è perciò difficilmente diagnosticabile, soprattutto negli anziani.
«La scabbia – continua la nota dell’azienda sanitaria - colpisce persone appartenenti a tutti gli strati sociali, con buone o cattive abitudini igieniche personali, di qualunque età, sia maschi che femmine».
La forma “norvegese”, più grave di quella comune, è normalmente correlata a stati di immunosoppressione: «La scabbia - concludono i sanitari - pur risultando particolarmente fastidiosa è curabile con relativa semplicità e con trattamenti non invasivi da applicare sulla cute».
I sintomi della malattia, che compaiono dopo diverso tempo dal contagio, che può avvenire sia col contatto con oggetti sia, più di frequente, col contatto con pelle malata, sono quelli di un forte prurito allergico con formazione di croste ed eruzioni cutanee.
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