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Spaccata e rubano 70 forme di Parmigiano

Spaccata e rubano 70 forme di Parmigiano

Il colpo al caseificio “Matricola 300” di Salvaterra di proprietà dell’industriale della ceramica Pifferi

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PRIGNANO. Hanno usato un furgone per “strappare” una grata e, nel giro di pochi minuti, sono riusciti a portare via 60-70 forme di Parmigiano Reggiano stagionato 18-20 mesi. Valore economico totale circa 35mila euro.

Questa volta i ladri hanno preso di mira il caseificio “Matricola 300” che si trova in via 25 Aprile 50 a Salvaterra di Casalgrande ed è di proprietà dell’industriale della ceramica William Pifferi, proprietario della Artistica 2 a Pigneto di Prignano. Il furto è avvenuto durante la notte tra martedì e mercoledì. Racconta il casaro quarantenne Simone Del Rio: «Mi alzo tutte le notti per andare in bagno o per bere, e così ho fatto anche questa volta poco prima delle 2.30. Per fumare una sigaretta ho aperto la finestra e così ho udito dei rumori metallici. Ho subito pensato che potesse trattarsi di ladri, così mi sono messo a ceracre il cellulare per chiamare i carabinieri e in quel preciso momento è scattato l’allarme: era la conferma che qualcuno si era introdotto nel magazzino». La prima telefonata del casaro però è andata a vuoto. «E’ caduta la linea, così ho richiamato e questa volta ha risposto la centrale operativa di Reggio, che a sua volta ha subito avvisato i carabinieri di Casalgrande». Del Rio sottolinea che «nonostante fossero stati chiamati dall’altra parte di Casalgrande da quello che poi si sono rivelati falsi allarmi in un altro caseificio e in una ceramica - forse provocati intenzionalmente dalla banda per depistare - la gazzella dei carabinieri, che si trovava sullo stradone che da Sant’Antonino porta a Rubierada noi ed è arrivata nel giro di 5-6 minuti». Ma i ladri erano già fuggiti. «Significa – prosegue il casaro – che hanno agito in meno di dieci minuti, io per motivi di sicurezza non sono uscito di casa e ho aspettato l’arrivo dei carabinieri».

Sulla base delle immagini riprese e registrate dal sistema di videosorveglianza , è stato possibile ricostruire i movimenti della banda che però, evidentemente, non si è preoccupata molto della presenza delle telecamere: «I ladri – dice ancora il casaro – hanno forzato il cancello d’ingresso e poi sono entrati nel cortile; mentre due hanno tagliato le gomme della mia auto, gli altri hanno ancorato la grata in ferro di una finestra del magazzino di stagionatura al furgone, tirando poi fino a quando la grata ha ceduto». La finestra scelta è piccola, ma sufficiente per entrare. «Secondo me – dice Del Rio – i componenti della banda dovevano essere almeno in sei: per agire in così poco tempo deve essere entrato uno solo che poi ha passato le forme agli altri».

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