Accoglienza dei profughi L’Angolo è fuori, per ora
Un bando complessivo da 25 milioni e 800mila euro, che dovrà individuare le cooperative e le associazioni a cui affidare l’ospitalità dei richiedenti asilo dal 1 marzo a 31 dicembre. Si tratta di...
Un bando complessivo da 25 milioni e 800mila euro, che dovrà individuare le cooperative e le associazioni a cui affidare l’ospitalità dei richiedenti asilo dal 1 marzo a 31 dicembre. Si tratta di 1560 persone, che potrebbero anche aumentare, comprese quelle già accolte sul territorio modenese. Alla gara, bandita dalla Prefettura di Modena, si sono presentati in quattro. Ci sono la Caleidos, che finora ha sempre avuto la stragrande maggioranza dei profughi, e la Comunità terapeutica “L’Angolo coop sociale”; da Reggio è arrivata l’associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII mentre da Aosta si è proposta la coop sociale “Leone Rosso” che in provincia già gestisce, ad esempio, la struttura di Montese.
Il bando, nel passaggio più vincolante, prevede che ogni partecipante debbe avere la possibilità di ospitare almeno 35 persone in strutture che abbiano una capienza massima di 10 posti. Ma dall’apertura delle buste è arrivata la prima sorpresa: per il momento, infatti, L’Angolo è fuori. Il Responsabile del progetto ha infatti contestato diverse mancanze come ad esempio la dichiarazione del revisore dei conti. Ma sono le strutture indicate dalla cooperativa, tutte coperte da omissis, che risultano deficitarie. Non ci sono i certificati di agibilità rilasciate dal Comune, l’accettazione alla proposta di locazione da parte della proprietà (anche i privati e le famiglie possono mettere a disposizione le proprie abitazioni, ndr), l’idoneità degli impianti termini ed elettrici in addirittura sette strutture diverse. E per finire c’è soltanto una referenza bancaria quando invece il bando ne prevede due.
L’Angolo potrà regolarizzarsi in dieci giorni, semmai decidesse di concorrere, attraverso la procedura di soccorso istruttorio. «Le omissioni rilevate - scrive la Prefettura - risultano tutte suscettibili di ricorso alla procedura del soccorso istruttorio, trattandosi di elementi che non afferiscono all’offerta tecnica o economica, purché rese con un’integrazione documentale riferibile ad un termine antecedente a quello ultimo per la presentazione delle offerte. Diversamente operando si consentirebbe un’integrazione postuma della documentazione di gara in palese violazione del principio di parità di trattamento dei concorrenti».
Ma per regolarizzarsi la cooperativa modenese dovrà comunque pagare una sanzione pecuniaria di 25800 euro.
Curiosità finale: al bando di viale Martiri si era presentata anche la cooperativa Azione sociale di Caccamo (Palermo) ma la domanda era stata depositata fuori tempo massimo.
Francesco Dondi
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