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Bper, l’utile è calato a 14 milioni (-93%)

Stefano Turcato
Bper, l’utile è calato a 14 milioni (-93%)

Esercizio ordinario positivo ma l’anno è gravato dal forte contributo al Fondo di risoluzione. Ai soci dividendo di 6 cent

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MODENA Bper ha approvato il resoconto del 2016, un bilancio che valutando l’attività ordinaria della banca sarebbe positivo, con un utile netto di esercizio di 71,5 milioni contro i 62,1 milioni del 2015 e un miglioramento del 15,2%. Ma nel 2016 Bper è stata gravata dai contributi versati ai Fondi di Risoluzione e di Garanzia dei depositi, il denaro necessario per salvare le banche disastrate, e per questo l’utile netto contabile crolla a 14,3 milioni contro i 220,7 milioni nel 2015, un calo del 93,5%. Sulla base dei dati di bilancio, l'istituto ha deciso di proporre ai soci un dividendo di 6 centesimi ad azione rispetto ai 10 centesimi dell’annata precedente.

La banca di via San Carlo lo scorso anno ha realizzato ricavi per 2,01 miliardi, in calo del 13,2% rispetto al 2015. Il margine di interesse è sceso del 4,65% a causa dei tassi bassi a 1,17 miliardi e le commissioni nette sono calate dell'1,92% a 712,7 milioni. I costi di gestione sono calati del 3,53% a 1,32 miliardi con un calo del 6,8% delle spese per il personale a cui ha fatto da contraltare un aumento del 4,9% delle spese amministrative a causa degli oneri legati al Piano industriale. Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si sono attestate a 659,1 milioni, in diminuzione del 10,7% rispetto al 2015. In particolare le rettifiche operate su crediti sono ammontate a 619,8 milioni (-12,2%) mentre le rettifiche nette per deterioramento di attività finanziarie sono state pari a 51,8 milioni (da 27,3 milioni nel 2015) e includono la svalutazione nel fondo Atlante per 28,3 milioni (34,8% delle quote fino ad oggi versate).

Le operazioni di cessione di sofferenze ammontano a un valore lordo complessivo di 700 milioni di euro nell'anno. In totale l'ammontare dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scadute) è di 6,2 miliardi di euro in calo del 2,5% da fine 2015. Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a 3 miliardi (+1,2% da fine 2015) con un livello di copertura del 57,2%; le inadempienze probabili nette sono pari a 3 miliardi in significativo calo rispetto alla fine del 2015 (-2,7%) con un livello di copertura del 23,5%; i crediti scaduti netti sono pari a 0,1 miliardi (-43,1%) con una copertura pari al 7,8%.

La raccolta diretta da clientela si è attestata a 47,7 miliardi in aumento dell'1% rispetto alla fine del 2015. La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è stata pari a 32,9 miliardi in aumento dell'8,2% da inizio anno. I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a 45,5 miliardi in progresso del 4,1% rispetto a fine 2015 (+2,7% a parità di perimetro) registrando una significativa accelerazione sia nel comparto dei privati sia delle imprese.

Quanto alle prospettive per l'anno in corso, l'istituto si attende un contributo positivo sui ricavi dalle commissioni e un calo dei costi, anche grazie agli effetti della riduzione del personale. Tutto questo si dovrebbe accompagnare a un ulteriore rallentamento dei crediti problematici.

Bper Banca ha avviato le attività per la predisposizione del nuovo Piano industriale «che sarà presentato entro l'estate» in anticipo di qualche mese rispetto alla scadenza naturale di fine 2017.

«Tale decisione - ha detto l’Ad Vandelli - è giustificata dai rilevanti scostamenti che si sono registrati nel corso degli ultimi due anni nello scenario macroeconomico, di mercato e dei tassi di interesse rispetto alle ipotesi assunte alla base del precedente Piano».

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