Crolla l’edilizia, sale la meccanica
Indagine Confimi Emilia ascoltando i pareri di 289 manager. Pagella alle banche
La metalmeccanica cresce (poco), l’edilizia crolla male.
I dati sono contenuti nel Form Finanza 2016, il rapporto di Confimi Emilia. L’associazione delle imprese manifatturiere del territorio emiliano ha raccolto testimonianze da 289 aziende tra Parma e Bologna; i fatturati sono cresciuti di oltre 25 milioni di euro nella metalmeccanica, ma si sono ridotti di oltre 51 milioni di euro nell’edilizia.
«Ci sono tanti progetti già approvati e finiti - ha spiegato Mario Lucenti, direttore Confimi - che aspettano il nullaosta per iniziare. Sono stati deliberati lavori per oltre due miliardi, approvati da anni, ma i cantieri non sono ancora partiti. Se ogni volta che metto giù un mattone aumentano le tasse è un problema. Se assumo qualcuno aumenta l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive), l’Imu (imposta municipale unica) aumenta con gli immobili. Perché investire?»
Quasi un terzo degli intervistati (95 su 289, pari al 32,9%) non prevede interventi. Gli immobili restano il fanalino di coda negli ultimi due anni, preceduti soltanto dall’e-commerce. Tra i problemi più ricorrenti, la concorrenza interna è l’unica a ottenere la maggioranza assoluta (147 casi, 50,9%). Gli imprenditori temono poi prezzi da loro giudicati troppo bassi (98 casi) e concorrenza internazionale (91).
La presenza all’estero fa registrare segni meno persino nei principali paesi: Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti. La Russia è piombata al ventesimo posto come scambi, ma è al terzo posto tra le nazioni d’interesse dietro Germania e Francia. Quasi un’azienda su due non (46,7%) non intende svilupparsi all’estero.
Tra le forme di pagamento, gli anticipati e le dilazioni a 60 giorni sono le preferite.
Bper, Unicredit e Banco Popolare sono le realtà scelte dal 60,3% del campione. La prima ha incrementato il fatturato di oltre 73 milioni di euro, la seconda ha perso più di 27 milioni di euro, la terza ha avuto un aumento di circa 10 milioni. Nell’indice di gradimento, tra Bper (prima con 8,51/10) e Unicredit (quarta con 7,82) spuntano Emilbanca (7,91) e Banco Desio (7,85).
Gabriele Farina
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