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Dai garage murati ai clandestini

Dai garage murati ai clandestini

Da anni entrambi gli immobili sono nel mirino dei residenti dei quartieri

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Una storia travaglia quella degli edifici dono sono avvenuti i due blitz. Dopo anni di proteste per l’utilizzo improprio dei garage del condominio del Biscione di via Unione Sovietica, arriva nel luglio del 2014 la decisione di farli chiudere. L'amministratore condominiale, di nuovo insediamento, diede allora applicazione a un'ordinanza d'inagibilità di tutto l'interrato, destinato a garage, emessa dal sindaco. Le 90 autorimesse non risultarono all'epoca conformi alle norme di sicurezza previste dalle normative in materia di impianti elettrici, di produzione del calore e di dispositivi obbligatori per la prevenzione degli incendi. Tale verifica, obbligatoria per legge, fu eseguita dal personale ispettivo dei vigili del fuoco, che non rilasciò la certificazione a causa delle difformità riscontrate. Nell'estate 2014, l’epilogo: tre squadre di muratori, alla presenza dei vigili, della polizia e dell'assessore Galantini, murarono gli ingressi onde impedire l'accesso ai garage, oggetto di bivacco di clandestini o senza fissa dimora, abbandono di rifiuti, attività illecite. Nell'agosto dello stesso anno, agenti della Polizia Municipale e della polizia presidiarono le operazioni di chiusura di alcuni appartamenti inagibili mediante applicazione di blocchi alle porte di sei appartamenti che, nonostante l'inagibilità, venivano impiegati come ricoveri di fortuna. Nel novembre del 2014, ennesimo blitz della polizia e della Pm per il persistere da parte di alcune persone, nonostante la muratura dei garage, nell'introdursi clandestinamente nelle rimesse.

Analoga sorte per il Casermone al civico 8 di via Lago di Bolsena, noto per la moltitudine dei suoi appartamenti fatiscenti e insalubri e per il degrado esterno. Nel 2015, la Polizia Municipale compì un blitz durante il quale venne chiuso un intero piano. Altri ancora, successivamente, subirono la stessa sorte. (v.c.)

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