Il Guernica: «Attaccano il dissenso politico»
Gli autonomi replicano: «La nostra lotta è fatta di idee, ma ci fanno passare per delinquenti puri»
Due ore dopo la conferenza stampa della Procura, è stata la volta di quella del Guernica che ha replicato alle accuse del procuratore Lucia Musti. «Ci contestano fatti assurdi che rispediamo al mittente - ha spiegato un portavoce - la mattina dell’11 maggio 2016 c’erano duecento “celerini” in strada per lo sgombero di quattro palazzi occupati. C’era forte tensione in città per il tema della casa. Sottolineavamo la gestione clientelare del Pd che tratta con le solite persone che rientrano nel suo schema produttivo. Abbiamo denunciato l’incredibile numero di edifici vuoti: quattro qui in pochi metri in un solo quartiere del centro. Invece hanno sgomberato le famiglie. Hanno chiuso la “palestra popolare” nata con un’idea diversa di sport fuori dalla logica di profitto. E arriva la giornata degli sgomberi. I “celerini” militarizzano un quartiere intero, fanno passare solo i residenti coi documenti e tutti gli altri no. Perché? Per lo sgombero, si portano gli occupanti chissà dove. Il Comune aveva detto subito che non si sarebbe preso carico di questi occupanti, poi ha dovuto farlo ma senza offrire soluzione definitive: parte degli occupanti sono ancora occupanti temporanei in via delle Costellazioni».
«Il Comune non si prende l’onere di dare risposte al tema abitazioni. Intanto noi ci spostiamo in piazzale Redecocca dove gli occupanti trattano coi Servizi sociali. Crediamo che dia forza a chi è sotto ricatto istituzionale fare un colloquio tutti insieme con le famiglie: quando si va in gruppo, qualcosa lo si ottiene, se no ti prendono in giro». La spiegazione degli scontri: la polizia si interpone per evitare di far entrare i manifestanti e «manganella istericamente i solidali. La prima carica è arrivata a freddo alla municipale e dalla polizia di stato. Poi dai carabinieri di Bologna quando la ragazza era già a terra ferita, una carica con violenza inaudita». Sull’inchiesta della Procura: «C’è un disegno che ci rappresenta a livello giudiziario come un collettivo che pratica delinquenza fine a se stessa, senza che vengano mai prese in considerazione le motivazioni politiche. La motivazione del gip è assurda: troppe manifestazioni di dissenso alla autorità pubblica: di qui le misure cautelari. Poi ci accusano persino di concorso morale per reati di singoli». «C’è un chiaro tentativo di ledere il diritto di manifestare il proprio dissenso. Lo abbiamo visto anche sabato scorso con i Si Cobas. C’è un attacco ai movimenti di lotta in questa città». (c.g.)
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