«La Linea gotica diventi itinerario culturale europeo»
La Linea Gotica deve diventare “Itinerario Culturale europeo”, con tanto di marchio che la ascriva a patrimonio comunitario. A sostenerlo è la consigliera regionale Pd Luciana Serri, presidente della...
La Linea Gotica deve diventare “Itinerario Culturale europeo”, con tanto di marchio che la ascriva a patrimonio comunitario. A sostenerlo è la consigliera regionale Pd Luciana Serri, presidente della Commissione Politiche economiche, attraverso una risoluzione appena approvata in Assemblea legislativa (con l’appoggio di Sel, M5s e Lega) che mira a coinvolgere anche le altre Regioni interessate dal passaggio del fronte appenninico del secondo conflitto mondiale. La Serri esorta la giunta a «valorizzare le azioni già intraprese dalla Regione, di concerto con gli enti locali, le istituzioni storiche, le realtà territoriali, le rappresentanze economiche, le istituzioni scolastiche le associazioni culturali e di volontariato, ampliandone anche la platea, per il potenziamento delle ricadute turistiche sul sistema economico, facendosi promotrice con azioni celebrative e promozionali».
Impegno non solo per fare memoria. La consigliera infatti invita anche a porre l’accento sul «patrimonio di democrazia e libertà costantemente alimentato dalla Linea Gotica come uno degli elementi chiave per analizzare e affrontare la complessità che permeano il vivere e il futuro dell'Europa».
Storia che, oltre a essere maestra di vita, può diventare anche valido elemento di richiamo turistico, e quindi di sostegno economico alle località attraversate dalla Linea (vedi ad esempio i Monti della Riva di Fanano, che hanno dato luogo a uno splendido Museo a Trignano). Di qui, tramite anche un emendamento condiviso con Mirco Bagnari, la raccomandazione alla Regione di riservare la dovuta attenzione a questo progetto sia in sede di definizione del Programma per la montagna che al momento dell’attuazione «attraverso il finanziamento di azioni materiali ed immateriali».
«I tempi sono ormai ampiamente maturi per un salto di qualità – chiosa la Serri – il patrimonio storico può diventare volano per la valorizzazione dell’area appenninica».
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