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Le coop in pressing per trovare alloggi utili

Le coop in pressing per trovare alloggi utili

Al Polo hotel di San Felice: «Ci hanno già chiamati più volte, ospito volentieri ma a certe regole»

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È già partita la corsa a trovare alloggi e spazi adeguati per i richiedenti asilo che arriveranno nella Bassa. Numerosi i contatti sia con i proprietari di innumerevoli appartamenti che con le strutture ricettive. San Felice, ad esempio, ne dovrebbe ospitare 27 e c’è già chi si è mosso. Molti potrebbero infatti trovare ospitalità presso il Polo Hotel di via Perossaro.

«È da giorni che ricevo telefonate dalla cooperativa Kaleidos e da un’altra cooperativa di Modena per sapere se sono disponibile ad accogliere dei profughi - ammette Christian Cosi, gestore della struttura - L’ultima volta che mi sono sentito col sindaco Silvestri, però, è stato ad inizio gennaio e mi era stato detto che nulla si sarebbe concretizzato prima di giugno. Evidentemente deve aver ricevuto delle pressioni… Già allora, però, gli avevo specificato che il mio hotel ha in tutto 18 camere e che ero disponibile ad ospitare massimo 15 persone all’ultimo piano, mettendole in cinque o sei stanze. Ho chiesto anche di dare la precedenza a chi ha realmente bisogno di aiuto, in primis donne e bambini, onde evitare che diventi un covo per altro. Non ho problemi ad accogliere, purchè ci sia la massima chiarezza tra me, il sindaco e le cooperative. Capisco questa emergenza profughi, ma vorrei comunque delle garanzie. Perché io sono solo il gestore: l’affitto e tutte le utenze della struttura sono a carico mio. Quindi mi auguro, qualora debba accogliere, mi venga garantito perlomeno un compenso adeguato da parte delle cooperative e soprattutto di non perdere la restante clientela, perché io vivo di questo e non me lo potrei permettere. Se invece una delle cooperative vuole prendere in gestione l’hotel - puntualizza Cosi - mi auspico a maggior ragione delle garanzie, soprattutto assicurative, nel contratto di gestione. Sia per quanto concerne il mantenere integra la struttura, che per eventuali danni. Accoglienza sì, ma con delle regole».

Valentina Corsini

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