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Modena: Leonardo e Alessandro, una casa per la nuova vita

Maria Elena Mele
Modena: Leonardo e Alessandro, una casa per la nuova vita

I due ultraquarantenni coronano il loro sogno di una esistenza autonoma dopo tanti percorsi in strutture per cure psichiatriche. Il progetto Comune-Ausl

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MODENA. Alessandro e Leonardo: i nomi scritti sul campanello sono il segno di una vita nuova, descrivono l'istante di un cambiamento; di una speranza che, entrambi, si augurano duri nel tempo. Alessandro, 49 anni di Modena, Leonardo, 44 il prossimo 16 luglio, sono felici di affermare al mondo che loro ce l'hanno fatta: dopo un percorso nelle strutture protette cittadine hanno la loro casa e si trova in via Arezzo 46. Sono i due protagonisti di un progetto innovativo, "Budget di salute", che prevede l'inclusione sociale di persone affette da patologia psichiatrica.

Per Alessandro e Leonardo è l'apice di un cammino personale compiuto assieme agli operatori socio sanitari. A Modena è stata presentata la prima casa i cui abitanti, dopo una lunga storia di cure per lo più trascorsa in strutture o residenze protette, iniziano una vita indipendente grazie al progetto nato dalla collaborazione tra l'assessorato al Welfare del Comune, l'Ausl e le associazioni di volontariato "Insieme a noi" e "Idee in circolo". Dalla loro firma il là alla convenzione che avvia il percorso.

La nuova avventura di Alessandro e Leonardo inizia a fine febbraio e per i successivi 18 mesi l'appartamento al primo piano della palazzina di proprietà dell'amministrazione comunale sarà la loro residenza. Si preoccuperanno di fare la spesa, di cucinare, di pulire, rispettare le scadenze e imparare a gestire le spese, infatti, contribuiranno anche a pagare l'affitto, le spese condominiali e le utenze: perché la responsabilità fa parte del progetto così come imparare a convivere. «Io sono pronto - spiega Alessandro che non lesina parole e commenti - se sono qui è perché me lo merito anche se sono un po' preoccupato».

Quest'ultimo è un sentimento che non vive come una contraddizione rispetto alla gioia che esprime «in quanto - dichiara- la preoccupazione porta sempre a migliorarsi e per questo è sana». Originario di Foggia, ma da tempo residente a Modena, Leonardo è il più taciturno dei due, questo non gli impedisce di sottolineare la bellezza di quel che sta vivendo «sono contento - ripete più volte- e ho pensato che qui voglio restare tutta la vita non solo 18 mesi, ma almeno 30 anni». Alla domanda se si diletta in cucina ed è pronto a preparare pranzo o cena anche per Alessandro risponde, in modo ironico, «si mi piace e fino adesso non è morto nessuno».

Entrambi percepiscono una pensione di accompagnamento per questo usufruiscono del sostegno economico sia dal Comune che dall'Azienda Usl pari a 4 mila euro l'anno; mentre i servizi sociali e sanitari, in stretta collaborazione con le associazioni, garantiscono un supporto organizzativo e di cura clinico/relazionale. «La formula dell'abitare in autonomia consolida la prospettiva del "dopo di noi" - spiega Giuliana Urbelli, assessore al Welfare del Comune di Modena - e intende dare risposta ai bisogni di disabili adulti». «Stiamo vivendo un pezzo del presente - le fa eco Massimo Annicchiarico, direttore generale dell'Ausl, che guarda alla sanità del futuro». Soddisfatto dell'avvio del progetto anche Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute Mentale.

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