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Microaree dei nomadi a Modena, un piano da 270mila euro

Microaree dei nomadi a Modena, un piano da 270mila euro

La Regione ha già stanziato l’ottanta per cento del costo per la costruzione di due nuove zone in via Cavo Argine. Finanziamenti anche a Carpi e Camposanto

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MODENA Nuovi nomadi sul territorio di Modena? No. Il numero resterà lo stesso ma le microaree subiranno una modifica, verranno adattate ai nuovi criteri regionali e modernizzate. Il tutto per circa 270mila euro, 214 dei quali finanziati dalla Regione.

Stessa sorte per le microaree di Carpi (82mila euro dalla Regione su un progetto di 103mila euro) e Camposanto (153mila euro dalla Regione per un progetto di 192mila euro). L'auspicio dell'assessore regionale Elisabetta Gualmini è «diminuire le tensioni e il degrado che spesso si accompagnano ai grandi campi e di favorire situazioni di abitazione gestibili, in cui i costi e i doveri di manutenzione sono interamente nelle mani degli abitanti».

Ma cosa succederà a Modena? Il contributo richiesto dal Comune è finalizzato alla risoluzione di alcuni tra i problemi più urgenti, come situazioni di rischio per la salute e ad alta densità abitativa. In particolare, i contributi verranno destinati alla realizzazione di due microaree in via Cavo d’Argine che non comporteranno aumento del numero di abitanti sinti o rom sul territorio, ma interverranno sul sovraffollamento di alcune aree o ne sostituiranno di già esistenti. Tra le situazioni di maggiore criticità su cui intervenire, l’Amministrazione ha individuato l’area di via Stradello Panaro, che sorge accanto a un elettrodotto, quella di via Divisione Acqui, destinata esclusivamente allo spettacolo viaggiante.

Le due microaree, attigue ma indipendenti, avranno una dimensione di 1000 metri quadrati ciascuna e ospiteranno due famiglie fino a un massimo di 14 persone ciascuna. Saranno realizzate in area agricola e destinata a servizi di interesse collettivo di proprietà comunale, con strada di accesso e già servita dai servizi essenziali. Per i due interventi, che riguarderanno principalmente la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, sono arrivati contributi regionali pari all’80 per cento del costo.

L’individuazione dei nuclei da spostare nelle nuove aree avverrà attraverso procedura a evidenza pubblica rivolta esclusivamente a persone già residenti sul territorio e che dimostrino condizioni abitative legittime. L’investimento da parte del Comune sarà recuperato attraverso la corresponsione da parte delle famiglie di un canone d’uso dell’area, oltre al pagamento delle utenze.

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