Gazzetta di Modena

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Scontri: 14 autonomi a rischio processo

di Carlo Gregori
Scontri: 14 autonomi a rischio processo

Misure cautelari per dieci attivisti del “Guernica”: i reati sono corteo non autorizzato, resistenza aggravata e aggressioni

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Quattordici attivisti del centro sociale autonomo Guernica rischiano il processo per gli scontri avvenuti l’11 maggio scorso in centro storico durante gli sgomberi dei palazzi occupati in via Bonacorsa, via Sant’Eufemia (ex caserma dei carabinieri) e via Carteria. Tredici sono maggiorenni e una è la 15enne rimasta ferita all’occhio (è indagata dalla Procura del Tribunale dei Minori di Bologna). Di questi 13, a 8 ieri è stata notificata l’ordinanza del gip Eleonora Pirillo su richiesta della Procura che prevede l’obbligo di firma; per altri due obbligo di dimora. I rimanenti tre non hanno restrizioni. Tutti gli autonomi sono indagati in concorso per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e occupazione di uffici pubblici. Ci sono casi di accuse di violenza a pubblico ufficiale. Uno di loro è accusato di aver colpito in più occasioni: prima un agente con un calcio ai testicoli (portato via in ambulanza e refertato con 15 giorni di prognosi), poi un altro al volto (3 giorni). Un altro è indagato per il lancio di una bottiglia che ha ferito un agente. Quindicesimo indagato è un ispettore della Questura di Modena. È l’agente che ha manganellato la 15enne ferendola seriamente allo zigomo e a un occhio. Per lui l’accusa è di lesioni volontarie aggravate.

«Sono richieste equilibrate - ha commentato ieri il procuratore capo Lucia Musti che ha seguito le indagini con il sostituto Katia Marino - dalla lettura dei capi di imputazione si capisce che tutto questo poteva essere evitato. Lo sgombero era stato programmato e concordato con le forze dell’ordine e il sindaco di Modena. Gli autonomi hanno tentato di forzare gli agenti messi a protezione mentre i servizi sociali stavano lavorando per quelle famiglie». Quanto all’episodio di un manifestante che ha fatto segno a un agente di tagliargli la gola e glielo ha anche detto - oggetto di un capo di imputazione specifico - la Musti ha detto: «Sono condotte che dispiacciono. Ricordiamo che a Modena c’è un giovane indagato per terrorismo: era partito da Modena per sabotare il cantiere dell’Alta Velocità in Val di Susa. C’è una escalation criminale: passano dai cortei non autorizzati alla resistenza, dalla resistenza aggravata agli atti di terrorismo. È necessario il rispetto della istituzioni locali». Le notifiche consegnate ieri mattina dalla Digos, autorizzate dal gip, riguardano innanzitutto la manifestazione autorizzata che si è formata davanti ai palazzi di via Bonacorsa e di Via Sant’Eufemia, due occupazioni che erano già oggetto di indagini della Procura: i sequestri, ovvero gli sgomberi, erano stati autorizzati dai gip. I servizi sociali sono intervenuti per le famiglie occupanti in gran parte straniere, ha spiegato ieri la Musti. Gli organizzatori dell’occupazione (membri dello Sportello Sociale La Rage) erano gli stessi del Guernica che senza autorizzazione hanno protestato con altri simpatizzanti. Al termine delle indagini condotte dalla Digos e dalla Procura, risulta che «usavano violenza e minacce per opporsi», sia davanti ai palazzi che poco dopo sulle scale della Circoscrizione 1 in piazzale Redecocca. Violenze e minacce fatta di calci e pugni contro due agenti, gomitate ad altri agenti e per uno una bottiglia dell’acqua in testa oltre a frasi ingiuriose e minacciose «agitando i pugni in aria» mentre tentavano di entrare negli uffici dei Servizi sociali.

Insomma, l’indagine è conclusa e ora restano i 20 giorni “tecnici” previsti dalla legge prima che la Procura formuli le richieste di rinvio a giudizio. Compresa la posizione dell’ispettore indagato per aver usato a rovescio il manganello sulla testa della minore e di un suo amico. Intanto il questore Paolo Fassari si è detto «pienamente fiducioso sull'operato della magistratura» e sottolinea «la scrupolosa imparzialità delle indagini delegate alla Digos». Sempre il procuratore Musti ha spiegato che «su questo episodio sgradevole di un agente in divisa che colpisce una minorenne con uno sfollagente abbiamo proceduto d’ufficio».

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