B.Braun, quando il sisma diventa un’opportunità
L’Ad Benatti racconta la crescita del ramo italiano: «Dal 2012 investiti 14 milioni con aumenti di fatturato e addetti, nuova camera bianca e un Piano ambizioso»
B.Braun Avitum Italy, nome complicato, quasi impronunciabile ma in cui si identifica una grande azienda biomedicale, il ramo italiano di un colosso tedesco che a Mirandola ha saputo trasformare il terremoto del 2012 da calamità micidiale a opportunità di sviluppo e di investimenti.
«È proprio così - dice l’amministratore delegato Francesco Benatti - e questo è accaduto perché B.Braun Avitum è una multinazionale atipica. È stata fondata nel 1839 dalla famiglia Braun e tuttora la stessa famiglia detiene il 100% della società, a differenza della composizione societaria di tante altre multinazionali. E questo spiega perché il 31 maggio del 2012, due giorni dopo la seconda scossa sismica che colpì la Bassa modenese, il Cda aziendale si riunì per reagire e pianificare la ricostruzione, senza prendere minimamente in considerazione l’ipotesi di delocalizzare la produzione, di fuggire altrove. L’attività dell’azienda non si è mai fermata e a Natale, sette mesi dopo il sisma, gli investimenti decisi dal Gruppo per il ramo italiano avevano già consentito la ricostruzione totale di tutti i magazzini, il rientro dei dipendenti nei nuovi uffici, l’ampliamento e la modernizzazione, secondo i più elevati standard qualitativi, di tutti i reparti produttivi. La costruzione di uno stabile in legno, antisismico ed ecosostenibile. In questo ritengo che siamo stati dei precursori dei tempi».
B.Braun Avitum Italy, guidata da Francesco Benatti, è l’azienda italiana del grande gruppo tedesco, che fattura circa 6,5 miliardi di euro, dà lavoro a circa 60mila persone ed è presente in 62 Paesi. Il 60 per cento della produzione per i dializzati italiani nasce a Mirandola. Benatti racconta soddisfatto come il sisma sia diventato per l’azienda del distretto biomedicale mirandolese occasione di crescita: «Dal 2012 a oggi - dice l’amministratore delegato - sono stati investiti 14 milioni di euro, 6 per la ricostruzione e 8 per i macchinari, ora abbiamo inaugurato una nuova area produttiva con una seconda camera bianca, la stanza ad atmosfera controllata, per un ulteriore investimento che supera i 4 milioni. Ma i numeri della nostra crescita dopo il sisma non si fermano qui: il nostro fatturato nei cinque anni ha registrato un incremento del 34,5% e nel 2016 abbiamo raggiunto i 62,7 milioni di fatturato, con una crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente. Nel 2012 i nostri dipendenti erano 161, nel 2016 sono diventati 268 e fra i nuovi arrivati voglio sottolineare che ci sono molti giovani che escono dai corsi specifici dell’Its di Mirandola promossi dalla Regione. Da notare che la formazione specifica per l’ambito biomedicale porta automaticamente tutti questi ragazzi a trovare lavoro nel distretto in tempi brevi».
«Ora il 2017 rappresenta per noi un anno importante sotto tanti punti di vista - dice ancora Benatti - Festeggiamo i 25 anni di B.Braun Avitum Italy, le nozze d’argento sono un traguardo importante che sottolinea il nostro profondo legame con il territorio e dimostra come questa multinazionale si sia saldamente radicata nel distretto. Elementi che ci rendono la più italiana delle multinazionali presenti nel distretto biomedicale. Ma a questo punto non ci fermeremo perché il nostro Piano industriale prevede nei prossimi quattro anni, fino al 2020, investimenti per 11 milioni di euro destinati all’ampliamento delle aree produttive, all’automazione dei processi produttivi e al potenziamento delle nuove tecnologie. Le stime di crescita per il fatturato prevedono di toccare quota 85 milioni di euro nel 2020 (+23,5 per cento negli anni 2017-2020) e un aumento notevole dell’occupazione per un totale di 360 dipendenti».
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