Carani, divisi comitato e Comune
Contestati i 195mila euro per altri eventi. Pigoni: «Dimenticano che è privato»
Batti e ribatti tra il comitato "Salviamo il teatro Carani" e l'assessore alla cultura Giulia Pigoni sulla spesa per le iniziative 2017 e sul futuro di quello che fino a qualche anno fa era il cuore della stagione di prosa e non solo della città.
«Apprendiamo con sconcerto - dicono i vertici del comitato - che l'amministrazione comunale ha realizzato un cartellone di eventi culturali, tra aprile e novembre, con un costo di 195mila euro. Non sarebbe stato più utile e vicino alle richieste della comunità, utilizzarli per riaprire il teatro Carani? Ancor più ora, che la proprietà ha, da mesi, messo in sicurezza il tetto, problema che causò la recessione del contratto, e apportato diverse migliorie alla struttura. La giunta Pistoni non ha mai voluto restituire il Carani alla città, trovando invece ben 170 mila euro di finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio e 25.700 nelle casse comunali. Chiediamo un incontro con il sindaco e l'assessore alla cultura per chiarire l'attuale posizione del Comune in merito alla questione».
«Personalmente credo - dice l'assessore Giulia Pigoni - che si tratti di iniziative fondamentali per la nostra città che, d'estate così come d'autunno, vive appuntamenti ormai diventati tradizionali e che ogni anno riscuotono enorme successo, di pubblico e di critica. D'altro canto dovrebbe essere noto che il teatro Carani non è del Comune di Sassuolo ma di un privato e non si può intervenire destinando denaro pubblico alla sua riapertura se non all'interno di quelle proposte fatte, a suo tempo, alla proprietà e che sino ad ora non sono state accolte. Se, come sostiene il comitato, il teatro Carani è agibile invitiamo la proprietà a riaprirlo chiamando la commissione provinciale per avere il nulla osta. Saremo felici di allestire una nuova stagione teatrale: il denaro per farlo è ancora in bilancio». (a.s.)
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