Finale dovrà arrendersi all’arrivo dei profughi
Decisione inevitabile del prefetto. L’appello del M5S: «Palazzi ci ripensi» A Mirandola il sindaco incontra i consiglieri che gli chiedono più garanzie
Il Comune “ribelle” di Finale dovrà piegarsi alle disposizioni del prefetto Paba, ed accogliere i 39 profughi che in questa prima fase le verranno assegnati. Specie se qualche cittadino con interessato a far fruttare un suo appartamento o una struttura alberghiera dessero la disponibilità alla coop assegnataria della gestione.
Prospettiva che anche le minoranze politiche in paese auspicano: «Il Movimento 5 Stelle invita l’Amministrazione di Finale a riconsiderare il proprio No a prescindere, mettendo in campo una sana capacità di pianificazione, libera da diktat di partito che servono solo ad imbonire i cittadini, senza fornire soluzioni ad un fenomeno che è diventato un problema per tutta l’Italia. Si invita l’Amministrazione a considerare che anche nei Comuni “leghisti” appartenenti al cratere sismico si può fare accoglienza, con attenzione e cura, senza arrecare disagi o dissapori. Basta recarsi nella vicina Bondeno», recita una nota dei grillini finalesi.
Che si trattasse di un processo ineluttabile era ormai noto nelle stanze del potere: da settimane - ha ammesso la stessa prefettura - è stata revocata l’esenzione ai comuni terremotati, mentre l’albergatore del Polo Hotel di San Felice, il cui nome è emerso nella riunione a Mirandola, ha confermato di avere parlato con l’amministrazione già un mese fa, e di ricevere pressioni dalle coop che gestiscono gli immigrati anche da più tempo.
Ma Kaleidos ieri ha smentito: «Nessuno di Kaleidos ha mai contattato il Polo Hotel o altre strutture – afferma Giorgio Bell’Amico, coordinatore della coop modenese, in risposta a quanto detto invece da Christian Cosi, gestore dell’ Hotel – fino a 10 giorni fa questa zona non rientrava tra quelle che potevano accogliere i profughi. E non è ancora chiaro chi si muoverà per gestire l’accoglienza nella Bassa, se i Comuni o alcune agenzie. Smentisco nel modo più assoluto ci siano mai stati contatti, telefonici o personali, tra Kaleidos e il Polo Hotel. Noi ci muoviamo solo per strutture ricettive che possono dare posti di prima accoglienza ad almeno 40 o 50 persone». L’hotel infatti a negato a chi lo ha interpellato la disponibilità totale, ma si è reso disponibile solo per il piano superiore.
Il tema è stato affrontato anche ieri a Mirandola, in un incontro tra il sindaco Maino Benatti e i gruppi di minoranza: Forza Italia, presente con i consiglieri Lugli e Mari (il consigliere Platis ha invece promosso una raccolta firme per domani a Cavezzo e Mirandola), e M5s, con i consiglieri Cavazza e Tinchelli.
«La decisione non spetta ai sindaci, che potranno al più provare a gestirla. Detto che anche la Bassa avrebbe le sue tante “miserie” da esportare, le barricate contro i 200 in arrivo non servono. Abbiamo chiesto garanzie minimali, come l’esclusione dalle case popolari e degli edifici agricoli ristrutturati nell’ambito del sisma, che devono rispondere ad un diverso percorso, infine niente spese a carico dei Comuni», spiega Tinchelli. Lugli ha aggiunto altre garanzie: «Detto che restiamo in linea di principio contrari, abbiamo chiesto anche di evitare sparpagliamenti nelle frazioni e più forze dell’ordine».
Il sindaco ha confermato che si parla di appartamenti e strutture ricettive, ha garantito di non sapere chi arriverà, e che si attendono decisioni dall’alto per la prossima settimana.
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