Giornata del Ricordo con i parenti degli esuli
Era il 10 febbraio del 1947 quando le potenze vincitrici assegnarono definitivamente Istria e Dalmazia alla Yugoslavia e da quel giorno cambiarono confini e cartelli per gli italiani che da sempre...
Era il 10 febbraio del 1947 quando le potenze vincitrici assegnarono definitivamente Istria e Dalmazia alla Yugoslavia e da quel giorno cambiarono confini e cartelli per gli italiani che da sempre avevano abitato in quelle terre. Da quel giorno iniziò la diaspora che portò istriani, fiumani e dalmati in tutto il mondo.
Molti arrivarono a Modena, migliaia di passaggio nell’ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi, riadattato a campo profughi per gli esuli.
Ieri davanti al monumento, realizzato pochi anni fa con il marmo del Carso in piazza Bruni, si sono ritrovati gli ultimi profughi di Modena, i loro figli e nipoti.
Dal 2004, l’anniversario di quella data che segnò la prima pulizia etnica, viene ricordato in tutta Italia con manifestazioni ufficiali per la Giornata del Ricordo e anche Modena è presente con l’Angvd, l’associazione che raggruppa gli esuli e i loro famigliari, e una cerimonia ufficiale. Una corona d’alloro ricorda il sacrificio degli italiani che finirono nelle “foibe”, le caverne sotterranee in cui furono gettati a migliaia per terrorizzare la popolazione. “Esuli nel mondo per amor di patria” dice la lapide davanti al Tempio Monumentale per ricordare il mezzo milione di italiani che lasciarono terre, csase e memorie.
«Con questa cerimonia - ha detto il sindaco Muzzarelli durante la cerimonia - ricordiamo i quasi diecimila italiani che persero la vita nelle voragini dell'Istria, tra l’armistizio dell’8 settembre del 1943 e la primavera del 1947, quando venne fissato il confine tra Italia e Jugoslavia, e i circa 350 mila esuli seguenti. Celebrare questo giorno deve significare, anno dopo anno, un passo in avanti nel percorso di superamento delle divisioni».
Dopo la deposizione di una corona d’alloro al Monumento, a cui hanno presenziato il comandante dell’Accademia militare Salvatore Camporeale e i rappresentanti all’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il Vicario della Diocesi don Giuliano Gazzetti ha celebrato la messa nel salone parrocchiale del Tempio dei Caduti.
«A settant’anni dal trattato che segnò le sorti delle nostre genti - ricorda Giampaolo Pani, presidente dell’Angvd di Modena - di fronte a tante assenze in altre parti d’Italia dobbiamo registrare nella nostra provincia una grande attenzioni degli enti locali a Modena, carpi e Sassuolo, con la presenza attiva e con il ricordo nelle strade e nei parchi delle città».
Saverio Cioce
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
