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Incrocio maledetto Un altro incidente

MIRANDOLA. Incrocio maledetto, ma solita storia. Ieri c’è stato l’ennesimo incidente con un ferito, ma poteva davvero andargli molto peggio. Perchè sono passati quasi 40 giorni da quando ha perso la...

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MIRANDOLA. Incrocio maledetto, ma solita storia. Ieri c’è stato l’ennesimo incidente con un ferito, ma poteva davvero andargli molto peggio. Perchè sono passati quasi 40 giorni da quando ha perso la vita Annalisa Frattolin, 53 anni, residente a Fossa. Da quel giorno le polemiche si sono susseguite, sulla indegnità di questa situazione: un incrocio tra la Statale 12 nord e le vie Bosco e dell’Industria (la tangenziale est di Mirandola) presidiato solo da segnaletica. Niente rotatoria, spento il semaforo che c’era. E tanta rabbia, quando si è scoperto che la stessa vittima, così come numerosi altri cittadini, avevano formulato per mesi appelli inutili, con scaricabarile vari.

Una settimana fa la dottoressa Sara Meschieri, figlia di Annalisa, era stata ricevuta in Comune, con la rassicurazione che sarebbe stato ripristinato il semaforo. Ma il destino è più veloce delle persone. Così ieri un 40enne indiano adottivo di Mirandola (B.S. le iniziali del nome) in sella ad un ciclomotore proveniente da via dell’Industria ha svoltato a sinistra verso il centro di Mirandola. Da via Bosco proveniva un’Alfa Giulietta, alla cui guida c’era un 53enne di Concordia (R.B. le iniziali) che proseguiva per via dell’Industria. I due si sono scontrati e l’indiano è stato trasportato in ospedale dall’ambulanza. Non è grave.

Sul posto, per ricostruire la dinamica del sinistro, la polizia stradale di Mirandola. Il traffico (era mezzogiorno) ne ha ovviamente risentito. (ase)

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