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Vignola. Lady Gucci avrà i soldi del marito ucciso

Vignola. Lady Gucci avrà i soldi del marito ucciso

Patrizia Reggiani dopo la condanna per omicidio vince la battaglia legale per il vitalizio da un milione all’anno

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VIGNOLA. Maurizio Gucci, nipote di Gucci fondatore della maison di moda fiorentina, venne assassinato a Milano con quattro colpi di pistola il 27 marzo 1995: a sparare Benedetto Ceraulo su ordine della vignolese Patrizia Reggiani, ex moglie dell’imprenditore.

La Reggiani e Maurizio Gucci si erano separati nel 1985, ma tra i due era stato siglato un accordo nel 1993 a Saint Moritz, in Svizzera, denominato “promemoria d’intenti”. Con quel documento Gucci si impegnava a pagare alla ex moglie, vita natural durante, un importo annuale di 1,1 milioni di Franchi svizzeri, circa un milione di euro. Due anni dopo la firma del contratto si è consumato l’omicidio, per il quale la Reggiani è stata condannata nel 1997 a 29 anni di carcere, poi ridotti in Cassazione a 26. Una pena scontata e il 16 febbraio ci sarà l’udienza davanti al magistrato di sorveglianza di Milano per stabilire le modalità con cui dovrà scontare i prossimi tre anni di libertà vigilata.

Ma ora la Reggiani, come raccontato dal sito web Il Dubbio, pretende non solo di percepire il vitalizio garantito dal “promemoria d’intenti”, ma anche gli arretrati mai corrisposti. Le figlie, infatti, Allegra ed Alessandra, uniche eredi di Maurizio, per tutti questi anni non hanno mai pagato il milione di euro, sostenendo che ci fosse un difetto di giurisdizione del Tribunale italiano, in quanto la competenza spettava al foro svizzero di Sant Moritz. Inoltre il comportamento della madre, la mandante dell’omicidio del padre, avrebbe di fatto annullato l’accordo.

Non è di questo avviso, però, la Corte d’Appello di Milano che, dichiarandosi competente per la questione, sottolinea che «il comportamento, penalmente sanzionato di Patrizia Reggiani, non ha però avuto rilievo sugli accordi raggiunti con Maurizio Gucci ed è irrilevante». Anzi, «ogni altra valutazione attiene all’ambito morale e non strettamente giuridico e quindi non influenza l’interpretazione dell’accordo».

Le figlie oltre a pagare le spese, dovranno risarcire alla Reggiani gli arretrati, che ammontano a oltre 24 milioni di euro, maturati durante la detenzione. Ci sarà, con ogni probabilità, un ulteriore ricorso da parte di Allegra ed Alessandra in Cassazione, una mossa che manterrà fermi i pagamenti, dato che il foro di Sant Moritz considera esecutive solo le sentenze passate in giudicato.

Ma l’intricata matassa giudiziaria che si avvolge attorno all’omicidio di Maurizio Gucci non è finita. Resta, infatti, da risarcire Giuseppe Onorato, il custode del palazzo di via Palestro a Milano dove si consumò l’omicidio. L’uomo venne raggiunto da un colpo sparato da Benedetto Ceraulo, procurandosi una ferita. Onorato, rimase invalido, sta ancora aspettando da Lady Gucci un risarcimento di 200 milioni di vecchie lire.

L’ultimo personaggio di quello che sembra un romanzo noir è Paola Franchi, compagna di Gucci al momento dell’omicidio: la donna è stata risarcita per il danno subito.

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