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Sassuolo il mondo della ceramica preoccupato: «Le piastrelle tossiche? Effetto copia e dumping»

di Alfonso Scibona
Sassuolo il mondo della ceramica preoccupato: «Le piastrelle tossiche? Effetto copia e dumping»

Confindustria ceramica e il sequestro della Finanza su prodotti dall’estero «Abbiamo sempre combattuto e condannato il commercio senza certificazioni»

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«La Guardia di Finanza negli scorsi anni è più volte intervenuta con grande efficacia per reprimere casi di piastrelle di importazione con evidenti contraffazioni di prodotti nazionali. Pur non conoscendo il caso di specie, devo sottolineare l'importanza di questi controlli per assicurare anche su prodotti di altre provenienze livelli di affidabilità che sono insiti nel nostro made in Italy».

È questo il telegrafico commento di Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica, alla notizia che piastrelle in ceramica provenienti della Cina sono risultate tossiche dopo un controllo della Guardia di Finanza di Enna lungo circa 2 anni con sequestri di materiale sia in Sicilia (dove erano state inviate direttamente dalla Cina ma anche dal distretto ceramico, tra Sassuolo e Reggio Emilia).

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Piastrelle da pavimentazione nere e lucide che all'improvviso cambiano colore e si degradano, rivelandosi altamente tossiche e nocive alla salute. La Guardia di Finanza ennese ha sequestrato migliaia di pezzi della serie “Pureblack”, che è diventato anche il nome dell'operazione che, partita dalla Sicilia e durata due anni, ha consentito anche di rintracciare due lotti di piastrelle cinesi prima dell'immissione in commercio. L'operazione delle Fiamme Gialle ha avuto anche il conforto delle analisi dell'Arpa, che alla fine ha emesso un sentenza inequivocabile: “l'esposizione delle persone alle polveri generate dal calpestio dei pavimenti coperti con tale tipologia di mattonelle sia causa di danno, nel lungo periodo, alla salute delle persone che risiedono nei relativi ambienti indoor e si ritiene inoltre, che la presenza di tali metalli nella mattonella esaminata, renda plausibile che nel ciclo produttivo che ha generato la mattonella stessa siano stati inseriti rifiuti pericolosi”.

Arsenico, nichel, piombo e cromo, sono le sostanze rilevate nelle piastrelle in quantità tali da costituire pericolo per la salute pubblica. Denunciati i rappresentanti legali delle società italiane d'importazione e commercializzazione.

I commenti a margine della dichiarazione del presidente Borelli sono stati di ferma condanna. «Aveva ragione l'associazione - ha detto preoccupato per quanto accaduto un esponente di Confindustria Ceramica - quando condannava i materiali che venivano copiati dai cinesi; aveva ragione anche quando ha combattuto a lungo ed in parte ha vinto le battaglie sull'anti dumping; ha ancora ragione nel condannare questo tipo di prodotto che, secondo le risultanze delle analisi dei laboratori di Arpa, nuocciono gravemente alla salute della gente che ne viene a contatto. Siamo certi che la Guardia di Finanza rimanga vigile anche nel prossimo futuro su questo tipo di comportamenti che gettano discredito al buon nome delle piastrelle prodotte in Italia con tutti i crismi della regolarità».

Anche l'Istituto Superiore di Sanità, che su incarico del ministero della Salute, ha effettuato ulteriori esami sulle piastrelle della serie “Pureblack” ha convenuto che “si ritiene che l'uso dell'articolo oggetto del presente parere, possa essere associato a possibili rischi per la salute dei consumatori”.

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