«Aiutiamo chi ha perso il lavoro»
Il progetto offrirà un sostegno psicologico garantendo l’anonimato
SAVIGNANO. Il circolo culturale “Ponte Alto - Giuseppe Graziosi” e il centro di psicoanalisi “Libera Parola” hanno deciso di organizzare, con il patrocinio del Comune, un progetto per il sostegno psicologico a chi ha perso il lavoro e, per questo motivo, si trova in condizioni psicologiche precarie, fino a manifestare anche eventuali intenti suicidi. L’iniziativa, intitolata “Lavorare stanca, non lavorare uccide”, sarà presentata il 2 marzo alle 20,30 alla Casa della Cultura di Mulino di Savignano, in via Costa 112. Sono previsti i saluti del presidente del circolo Ponte Alto, Marcello Bettelli, e un intervento dello psicoanalista Maurizio Montanari, responsabile del centro “Libera Parola”, che esporrà le “Problematiche psicologiche del fine lavoro” e illustrerà le ragioni che hanno portato alla realizzazione di questo progetto. Interverranno successivamente il sociologo Pietro Piro su “Perdere il lavoro, smarrire il senso”, la psicologa Olga Di Monaco su “L'amara attesa. Quale lavoro dopo la maternità?” e Glenda Galimberti, esperta in tecnica della riabilitazione psichiatrica, che parlerà del “Lavoro ai tempi del colera”. La serata di presentazione è aperta a tutti i cittadini. Il progetto intende poi attivare un servizio di sostegno psicologico individuale, garantendo il totale anonimato a chi volesse usufruirne.
Il problema dei suicidi correlati alla perdita del posto di lavoro è di stretta attualità già da alcuni anni.(m.ped.)
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