Appalti: Prignano “salva” il consorzio dei reggiani
PRIGNANO. Un Comune di 3.700 abitanti con due centrali di committenza per l’affidamento degli appalti. Succede a Prignano, dopo il via libera in Consiglio alla convenzione con l’Unione del Distretto...
PRIGNANO. Un Comune di 3.700 abitanti con due centrali di committenza per l’affidamento degli appalti. Succede a Prignano, dopo il via libera in Consiglio alla convenzione con l’Unione del Distretto ceramico (Sassuolo, Formigine, Maranello, Fiorano, Montefiorino, Palagano e Frassinoro) in cui finora era rimasto l’unico ente a non attivarla. Questo perché prima aveva dato vita a un Consorzio per gestire la funzione con i “cugini di montagna” di Palagano e Frassinoro più quelli reggiani di Casina, Villa Minozzo e Toano. A fine anno però Palagano e Frassinoro hanno lasciato per cedere la funzione all’Unione. Prignano ha “resistito” ancora per qualche settimana ma poi ha “ceduto”. Non abbandonando però la vecchia centrale, dove resta presente sostanzialmente per tenerla in piedi, perché da soli i Comuni reggiani non avrebbero i numeri. «Non ci costa nulla rimanere là – ha sottolineato il sindaco Valter Canali – e non vogliamo metterli in difficoltà. La scelta di andare in Unione è legata a un calo di costo del servizio, ora a 8-10mila euro, e a una questione di immagine politica: dobbiamo credere nell’Unione per farla crescere. Poi, se rimaniamo la pecora nera, non possiamo certo sperare che ci stendano il tappeto rosso quando andiamo in Regione a chiedere qualcosa. Se ci saranno lungaggini nella gestione di un appalto, potremo sempre ripassarlo al Consorzio».
«Rapporto con due stazioni: vorrei capire chi è la moglie e chi l’amante – ha ribattuto dall’opposizione Walter Telleri – è esilarante. Un anno fa quando io avevo ipotizzato di andare in Unione mi rispondeste che era assurdo, e a novembre mi avete detto che non volete essere sfruttati da Comuni diversi dal nostro».
«Mi auguro che la Regione assegni i contributi in base alle normative, non se uno è pecora bianca o nera – ha commentato Ennio Bonilauri – mi sembra assurdo pagare 10mila euro per un servizio che possiamo avere gratis». (dm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
