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mirandola. La testimonianza

«Caos Polizia Europea, solo bugie ed espulsioni assurde»

«Caos Polizia Europea, solo bugie ed espulsioni assurde»

MIRANDOLA. Maria Grazia Boldrin, ex imprenditrice, è un fiume in piena, tale e tanta è la rabbia per quello che è accaduto all’Associazione di Polizia Europea. I volontari che avevano costituito una...

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MIRANDOLA. Maria Grazia Boldrin, ex imprenditrice, è un fiume in piena, tale e tanta è la rabbia per quello che è accaduto all’Associazione di Polizia Europea. I volontari che avevano costituito una sede a Mirandola sono stati espulsi, la sede “sospesa” ed è scontro totale tra il presidente provinciale, Bruno Bozzolan di Formigine, e quanti sono stati allontanati. Di mezzo ci sono il commissario inviato da Roma, Renzi, e gli avvocati. A Mirandola sono anche stati affissi numerosi volantini diffamatori contro uno degli espulsi, che Bozzolan accusa di essere principale responsabile del caos che si è creato. «È tutto in mano ad un avvocato, siamo finiti sui giornali, ci sono state venti espulsioni con lo stesso identico generico motivo, fra l’altro non veritiero - afferma Maria Grazia - Io sono stata la prima a ribellarmi perché avevo capito. Prima o poi tutto verrà a galla: ho la coscenza a posto e non so come l’ex presidente faccia a dormire tranquillo...».

Maria Grazia è stata accusata di essere troppo ambientalista, troppo animalista nei controlli, e per questo allontanata: «Falsità inaudite - replica - ho le foto delle situazioni che avevamo scoperto, peraltro con i colleghi, non da sola. Mi sono solo opposta alla inspiegabile decisione di lasciar perdere. Così come in un’altra occasione, marginale, sono state deliberatamente fraintese le mie parole. Ho creduto sempre nella divisa, ho fatto il giuramento, ho il decreto, ho fatto i servizi con grande dignità e tengo a precisare come volontaria. Io ci credevo, ascoltavo e imparavo dagli istruttori, ma il presidente è riuscito a farmi vergognare con tutti. E non mi ha ancora dato risposta...». Maria Grazia racconta dei tanti euro che ha pagato per far parte di Aeop, dei titoli di laurea vantati da altri, di lezioni inadeguate e di comportamenti “rambistici” di due altri associati: «Quelli sì perniciosi, eppure mai repressi. La situazione di oggi è il risultato di questa disorganizzazione, e la responsabilità non è certo di noi volontari. Il gruppo era ottimo, disponibile oggi invece siamo tutti rattristati», chiude. (ase)

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