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Internet: la fibra c’è, ma non va

Internet: la fibra c’è, ma non va

Polinago. Connessione lumaca perché mancano gli allacciamenti alle centraline. Il caso in Regione

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POLINAGO. Fibra ottica posata da anni ma di cui aziende e privati non possono usufruire perché non viene fatto il passo ulteriore: l’allacciamento alla centralina. Un’autostrada digitale nel deserto. È il caso della tratta che da Prignano arriva a Talbignano (Polinago), 10 chilometri di rete installata con notevoli investimenti ma mai utilizzata. A sollevarlo in Regione il consigliere leghista Stefano Bargi con un’interrogazione avanzata su richiesta della capogruppo di opposizione a Polinago Simona Magnani. Da vicesindaco dell’amministrazione Cabri, infatti, lei nel 2010/11 presentò richiesta di estensione della banda larga in area rurale per Talbignano appunto ma per Gombola, in base ai fondi europei Feasr 2007-2013. Fu finanziato solo il tratto fino a Talbignano e la fibra venne posata. Poi basta. In area poco popolata, Telecom non ebbe interesse, e non lo ha tuttora, a collegare ditte e abitazioni alla centralina, anche per pochi metri. «Un caso da Striscia la Notizia - nota la Magnani - se un territorio non è economicamente conveniente, deve rimanere sempre senza servizi?». Di qui ora la richiesta di Bargi: «La Regione all’epoca destinò 8,5 milioni all’infrastrutturazione digitale dell’Appennino – ricorda – vogliamo sapere innanzitutto se esistono altre tratte beneficiarie di contributo che si trovano in questa situazione. Sono stati spesi soldi pubblici: la giunta faccia in modo che l’allacciamento sia immediato». “Se il sindaco di Polinago ha a cuore la cosa – punzecchia la Magnani – sostenga l’istanza in Regione». «Non ho bisogno di appoggiare la Lega – ribatte Gian Domenico Tomei – ho già sottoposto il problema da tempo a Bonaccini, alla consigliera Serri e all’azienda regionale Lepida. È lo stesso che abbiamo nel capoluogo, dove municipio, scuole e impianti sportivi sono allacciati alla fibra, ma le case no perché sono di privati. Ho anche proposto di fare i lavori come Comune, ma sarebbe un aiuto di Stato a un gestore privato, e l’Ue non lo consente. C’è però l'impegno di Lepida a risolvere la situazione nel piano che va fino al 2020: siamo messi bene in graduatoria, si interverrà molto prima». (dm)

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