Modena: Voucher, è partita la marcia per abolirli con il referendum
Manifestazione della Cgil: «I tagliandi creano precari a vita Sono usati sempre più spesso in aziende manifatturiere»
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MODENA. Cottimisti, trasfertisti e ora anche i vauceristi. Il vocabolario del lavoro grigio, quello dove si rispetta la legge frodando la legge e il fisco, si arricchisce di un termine italianizzato dall’inglese. Iindica chi viene pagato con i “voucher”, i buoni che dovrebbero servire a retribuire i lavoretti e che invece con il governo Renzi sono diventati uno strumento efficace per scavalcare gli obblighi dei contratti di lavoro.
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«I buoni lavoro servono per nascondere il lavoro nero in tutti i settori, nelle aziende manifatturiere stanno conquistando sempre più spazio - spiega Claudio Riso che nella Cgil segue i lavori precari - Difficile pensare che dietro non ci sia una strategia coordinata dalle associazioni che raggruppano le imprese. I buoni lavoro, che erano nati solo per dare una copertura assicurativa a lavoretti di giardinaggio o di aiuto domestico, oggi hanno per legge la libertà di essere usati ovunque e comunque. Anche nel settore meccanico o alimentare nelle aziende minori si fa sempre più ricorso a uno strumento che non garantisce i lavoratori ma solo l’impunità alle imprese».
La Cgil ha aperto ufficialmente la campagna referendaria per arrivare al “Sì” nelle urne. Ieri pomeriggio in piazzetta delle Ova decine di palloncini liberati in cielo hanno simbolicamente dato il via alla lunga marcia che porterà al voto, sempre che il Parlamento non intervenga prima per mettere mano al settore. «Dobbiamo liberare il lavoro dalle catene di chi vuole i dipendenti ricattabili. I contratti devono garantire contributi pieni per previdenza e assicurazione».
Due i quesiti che troveremo sulla scheda: uno riguarda l’utilizzo dei voucher per retribuire qualsiasi occupazione, l’altro gli appalti, il secondo quello che permette a chi vince un appalto di presentarsi con la faccia pulita davanti ai giudici anche se i profitti vengono da lavori eseguiti da ditte in subappalto che non rispettano norme e leggi. «Vanno garantiti gli stessi diritti e le stesse tutele - puntualizza la Cgil - a chi lavora nelle imprese. Troppo facile ora per un’azienda ricorrere a fornitori esterni, chiudere gli occhi su quello che queste ultime mettono in atto con i dipendenti. Oggi c’è una legge su misura che lo permette ma se passa il referendum la società capofila degli appalti sarà tenuta a rispondere e a verificare il comportamento delle ditte esterne, dagli incidenti ai contributi».
A Modena su 3 milioni di voucher dichiarati ufficialmente all’Inps lo scorso anno quanti sono quelli fasulli che mascherano il lavoro dipendente e che coprono i datori di lavoro in caso di infortuni o evasione contributiva? Per la Cgil la quasi totalità.
I casi di abusi e violazioni segmalati alla sede di piazza Cittadella sono innumerevoli.
Se il caso limite per Modena è quello del giovane operaio di Bastiglia che pochi mesi fa ha perso dita e mano sotto una pressa, ci sono quelli che pagano anche i contratti di apprendistato con i voucher, lasciando nel limbo per mesi gli assunti in attesa di un contratto definitivo che non arriva mai.
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