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Roma incarica tre docenti per i “tavoli” contro le mafie

Roma incarica tre docenti per i “tavoli” contro le mafie

Ci sono tre docenti universitari modenesi tra i convocati dal ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando alla costituzione dei Tavoli per la Lotta contro la criminalità organizzata. Sono il...

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Ci sono tre docenti universitari modenesi tra i convocati dal ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando alla costituzione dei Tavoli per la Lotta contro la criminalità organizzata. Sono il professor Luigi Foffani, docente di diritto penale, il professor Giulio Garuti, docente di procedura penale e il professor Alberto Melloni docente di diritto canonico. Tutti e tre sono chiamati per occuparsi di uno specifico tema: “Mafie e Religioni”.

La loro convocazione agli Stati generali rientra nell’ambito del disegno complessivo di questo ambizioso progetto del Guardasigilli: aggiornare a livello giuridico e conoscitivo la lotta alle mafie (siciliana, calabrese, campana, pugliese ma anche quelle straniere che operano in Italia) nell’ambito di sedici temi prescelti, i cosiddetti “tavoli tematici”. Si è deciso di creare un pool di esperti che delinei uno studio approfondito su come si comportano le mafie in un determinato ambito, come ad esempio, le mafie – e gli imprenditori italiani, le mafie e il giornalismo ecc. e anche misure penali, psichiatria, mondo affettivo legato ai criminali e territorio di detenzione e così via Uno dei tavoli tematici riguarda appunto “Mafie e Religioni”. Anche se è presto per descrivere il lavoro che aspetta agli esperti prescelti – tra i quali i tre professori di Unimore – sta di fatto che alcuni punti sono già noti. Ad esempio, il rapporto tra la mafia siciliana e i gruppi jihadisti islamici nello scambio di armi e formazioni o per altri traffici illegali di lucro o di “do ut des”. Oppure un quesito finora rimasto senza risposta: perché la Chiesa Cattolica non si costituisce mai come parte civile nelle cause di mafia (anche se alcuni suoi sacerdoti coraggiosi hanno perso la vita o sono stati perseguitati dalle mafie)?

Lo studio, iniziato in questi giorni con la convocazione, porterà tra due anni a una relazione scritta. Non si tratta di uno studio puramente teorico: l’intento del ministro Orlando, al contrario, è di creare uno strumento conoscitivo che abbia una valenza operativa nelle lotte alle mafie su vari fronti. Sarà anche uno strumento che contiene considerazioni su aspetti nuovi o finora sottovalutati. (c.g.)

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