«Seta, dove sono le 20 mila ore?»
I sindacati: «Cifre uguali negli anni? No, mancano i recuperi degli straordinari»
«Per forza che gli straordinari forzati degli autisti sono in linea con quelli dell’anno scorso. Seta sbandiera cifre a vanvera ma non indica i numeri veri, quelli che riguardano il numero di ore da recuperare per i festivi che vengono lavorati. Secondo noi mancano all’appello non meno di 20 mila ore che sono tutte da mettere a bilancio. Voglio vedere dove metteranno queste cifre nel resoconto annuale».
Giuseppe Rendace, leader del sindacato Faisa Cisal, commenta con un filo di indignazione gli argomenti portati dal direttore Badalotti e del presidente Bulgarelli. Nella guerra dei numeri erano stati questi ultimi a contestare ai sindacati gli straordinari obbligatori al volante dei mezzi pubblici. Alle cinque sigle sindacali che, senza alcuna eccezione, hanno dichiarato lo stato di agitazione per la mancanza di organici e la“costrizione alle 14 ore” in due turni consecutivi, Seta ha replicato inasprendo i controlli. «Le chiacchiere stanno a zero - conclude Rendace - con la matematica non si scherza. Visto che la gente lavora di domenica facendo straordinari, quella giornata quando la pagheranno o la faranno recuperare?» I conti, sempre approssimativi quando si tratta di conflitti sindacali, in questo caso sono stati quantificati per difetto. In breve: dividendo per le giornate lavorative il conto finale è di quasi 4 mila giornate lavorative per una cifra oscillante tra i 650 e gli 850 mila euro. Solo con le cifre ufficiali si potrà capire l’entità del ricorso agli straordinari.
«I cittadini devono sapere - sbotta Giuseppe Scarpitta (Ugl) che in Seta le relazioni tra direzione e lavoratori sono al punto più basso per colpa di poche persone che comandano come se fossero padroni assoluti, a colpi di diktat. Nel 2016 abbiamo contato 60 ordini di servizio anche per questioni irrilevanti; quest’anno, e siamo solo alle prime settimane, siamo arrivati a 15. Pensate che si arriva a censurare chi usa una sciarpa al collo per non ammalarsi e fare assenze, si mettono i controllori nascosti dietro gli alberi alle fermate per verificare se la divisa degli autisti è indossata correttamente. Dunque perchè stupirsi se i dipendenti, stanchi di essere maltrattati, rifiutano appena possono di essere precettati per gli straordinari? Agli enti locali, proprietari di Seta, questa situazione va bene. Ne prendiamo atto, ma sappiano che la collaborazione a senso unico è finita». Da ultimo, nel capitolo delle spese utili non fatte, arriva la segnalazione su una serranda crollata in officina: per fortuna sotto non c’era nessuno.
Saverio Cioce
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