Modena, Un pieno di ottimismo per Modenantiquaria
Mai, forse, tanto ottimismo per Modenantiquaria, aperta fino al 19 febbraio, tanto che Maurizio Nobile, con galleria a Bologna e Parigi, ritiene la "rassegna fortemente in salita e la crisi per il settore alle spalle"
Mai, forse, tanto ottimismo per Modenantiquaria, aperta fino al 19 febbraio, tanto che Maurizio Nobile, con galleria a Bologna e Parigi, ritiene la "rassegna fortemente in salita e la crisi alle spalle". Nel suo stand spiccano un grande bozzetto (fine '700) per decorazione d'altare, di Felice Giani, "La consegna delle chiavi a Pietro" di Francesco Stringa, "Il martirio di S. Sebastiano (primi del 500) di Carlo Palmezzano. Nobile è un "veterano" della manifestazione: 30 presenze su 31. Il primato lo detengono Pietro Cantore, Cuoghi e Verri di Antichità di via Ganaceto e il formiginese Giusti. E Cantore parla di "inizio spumeggiante, già venerdì sera all'inaugurazione. C'è una energia degli anni Novanta e siamo entrati, con un posto importante, in clima auropeo". Ci mostra "Madonna con Bambino" del sassolese Giacomo Cavedoni, un quadro al quale, anni fa, era interessato all'acquisto il Comune di Sassuolo; l'imponente quadro "Gige e Canduele", del Seicento, di Paolo Emilio Besenzi.
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Da notare che la kermesse si connota di maggiore visibilità con i dipinti, anche al di là della sezione "Excelsior" dedicata alla pittura italiana dell'800 e prim 900. Ma anche i mobili, ceramiche e gioielli esercitano fascino, generando memorie e affetti. Così da Cuoghi-Verri si fanno ammirare due cassettoni laccati veneziani del 700, una coppia di sculture con figure fmminili e cornucopie in legno dorato, e un braciere in bronzo, sostenuto da tre satiri. "La rassegna è ad alti livelli": lo mette in luce Riccardo Verri e lo ribadisce Matteo Giusti, soddisfatto delle buone trattative, già di venerdì sera. E' lui ad indicarci il "Ritratto di Francesco V" in abiti austriaci di Adeodato Malatesta, "Madonna con Bambiino" di Donato Creti, due busti in marmo, con allegoria di primavera e inverno (XIX se.), di Pietro Calvi, una credenza veneziana (700) e specchiera modenese del 600, con aquila estense. Intreccia tradizione e innovazione Sergio Bianchi di Ossimoro di Spilamberto, proponendo l'installazione "Bestie, uomini e dei", 2012, in marmo rosa del Portogallo, di Michelangelo Galliani, la splendida "Cleopatra" e "S. Giuseppe col Bambino" di Elisabetta Sirani (1638- 1665), due tavoli con piano in scagliola carpigiana, una libreria farnesiana del 600. Per Bianchi "Modenantiquaria è una meraviglia sempre più internazionale". Lo è pure per Fabio Mearini di F.&F. Antichità di Perugia che rinuncia ad altre fiere per trovare a Modena clienti anche stranieri. Da lui pezzi pregiati: "S. Sebastiano" di Lattanzio di Niccolò, tra XV e XVI sec., "Gesù Risorto" scultura lignea e credenza umbra del 500. Entusiasmo anche per chi viene per la prima volta, come Enrico Caviglia di Lugano (ha collezionisti pure in Emilia Romagna), grande esperto di maioliche e porcellane, che ci fa vedere vasi molto rari (1760) di Ferniani di Faenza e pezzi tedeschi di Maissen. Nello spazio collettivo dei dieci dell'Associazione Antiquari d'Italia l'attenzione va alla scrivania di erica selvatica con intagli dorati, di ebanisteria ferrarese, presentata da Domenico Piva; il grande quadro "La rissa", 1736, del Tedeschini presentato da Carlo Orsi.
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