San Felice. Alessi Bici, nuovo assalto: i fumogeni fermano i ladri
Sabato terzo tentativo in due mesi, sono ventotto in cinque anni «Salvato dal nuovo sistema, l’altra volta erano in dieci con mazze. Sono esausto»
SAN FELICE. Se esistesse un Guinness dei primati per i furti l'Alessi Bici lo vincerebbe di sicuro.
Un po’ di numeri di questa sorta di "Romanzo criminale" ai danni dell’emporio di via Lavacchi: in 5 anni 28 tentativi di furto, 3 dei quali da novembre a gennaio. L'ultimo, ieri mattina poco prima dell’alba. Quando i soliti malviventi, evidentemente ormai “affezionati” a questa rivendita di bici, hanno pensato bene di tentare ancora. Per fortuna hanno fallito grazie ai nebbiogeni.
«È successo intorno alle 4,45 - racconta Alessandro Alessi, ormai sconsolato per l'ennesima incursione - mi hanno spaccato due finestre ma sono entrati subito in azione i nebbiogeni che hanno messo in fuga i ladri. Non prima però di aver provato a rubarmi una bicicletta. Era legata e non ce l’hanno fatta, anche perché il fumo provocato dal sistema di sicurezza li ha fatti desistere. Ora mi ritrovo i soliti danni da pagare per le due finestre rotte: alcune migliaia di euro. In pratica tutto quello che ho guadagnato in settimana, lo devo spendere per colpa dell'ennesima visita "indesiderata". Non so nemmeno più cosa dire.... se non che passa la voglia di lavorare e che, se andiamo avanti così, tra massimo un anno chiudo definitivamente l'attività».
Solo due settimane fa, infatti, la notte del furto al vicino bar Quadrifoglio (dove i malviventi, per entrare, buttarono giù addirittura due muri) l'Alessi bici fu presa di mira nuovamente.
«Anche quella volta sono scattati i nebbiogeni e i ladri sono stati messi in fuga - spiega Alessandro - ma non è finita qui, perché a fine novembre è accaduto di peggio. Grazie a dei sensori nascosti, che avevo installato nel capannone accanto, sono riuscito a cogliere i malviventi sul fatto: erano in 10, armati di mazze da 10 chili. Volevano entrarmi in negozio sfondando il muro che confina col capannone adiacente. Ho rinvenuto anche il giaciglio di quello che aveva fatto da “palo” ad appena 100 metri da qui. C’era addirittura una poltrona con coperta, segno che mi aveva fatto la posta per giorni. Sono davvero stanco per questo continuo accanimento nei miei confronti. E non una sola parola di solidarietà e conforto nemmeno da parte dell'amministrazione comunale. Ma non mi sorprende, perché è gente completamente scollegata dalla realtà che un comune cittadino vive ogni giorno. E la mia realtà, purtroppo, è diventata questa. Ormai ho definitivamente perso la speranza che qualcosa possa cambiare. Se devo andare avanti così, beh, piuttosto chiudo».
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