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Venturelli sfida l’establishment del Pd

Venturelli sfida l’establishment del Pd

«Non esco dal partito ma su via Legnago e Cisa bisognava ascoltare la gente. Mi cacciano? Io resto»

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Risolto almeno in parte il nodo di via Legnago, sul campo restano le plurime richieste di uscire dal gruppo Pd rivolte al consigliere Gino Venturelli, organizzatore dell’incontro con i cittadini del quartiere Parco proprio su via Legnago, da numerosi colleghi: sindaco, segretario del partito, diversi consiglieri di maggioranza.

Consigliere Venturelli, ormai la definiscono dissidente e le chiedono di uscire dal gruppo Pd. Cosa risponde?

«Mi sento un consigliere del Pd e non ritengo di aver compiuto azioni tali da mettere in dubbio la mia appartenenza. Non solo non ho mai votato contro un provvedimento della Giunta, ma mi sono impegnato in numerose iniziative, interrogazioni e ordini del giorno, ho fatto quello che ci si aspetta da un consigliere comunale eletto».

Su via Legnago e i problemi di quel quartiere però non ha seguito le indicazioni del Pd. Avrebbe convocato un incontro pubblico senza informare nessuno.

«Il tema di via Legnago in maggioranza è stato affrontato sempre informalmente, solo dopo il mio intervento, in cui invitavo l’amministrazione a confrontarsi con i cittadini, si è mosso qualcosa e anche nella ultima assemblea di partito è emersa qualche perplessità. Ho informato l’amministrazione comunale dell’idea di questo incontro, prima in via informale, poi al Protocollo. Può essere che in maggioranza non fossero tutti informati, anche perché da alcuni mesi sono escluso dagli incontri».

Però è andato contro la linea scelta dall'amministrazione.

«Quando dico che sto lavorando per i cittadini, non è una frase fatta. Su questo tema mi sono interessato personalmente e più volte, ho incontrato molte persone, sono andato sul territorio, come ritengo debba fare un consigliere comunale. Ho riscontrato molto malcontento soprattutto per quello che viene ritenuto mancato ascolto da parte dell’amministrazione. Perciò mi sono offerto come tramite per riaprire il dialogo».

Lei si è anche espresso negativamente e pubblicamente su Cisa Cerdisa, uno dei progetti chiave dell’amministrazione.

«Ho solo detto che avrei voluto ottenere di più, mi sarebbe piaciuto concepire un quartiere più moderno; non solo il quartiere dei centri commerciali e anche qui è andato disatteso il confronto con i cittadini. Poi ho comunque votato a favore, ma da lì sono iniziati i problemi».

Insomma va nel gruppo misto o no?

«In Consiglio comunale mi ci hanno messo i sassolesi. In questi due anni e mezzo di attività ho promosso tante cose nel gruppo e anche con altri consiglieri: un Odg per la creazione delle consulte del volontariato, uno per il regolamento dei buskers a Sassuolo, l’organizzazione della Color Vibe, la Giornata solidale, il ciclo di incontri Bike the Nobel, Movember il mese azzurro per i tumori alla prostata; nel periodo del referendum ho portato a Sassuolo Flavio Tosi, Irene Tinagli e Pierluigi Castagnetti; adesso sono impegnato in una iniziativa legata a territorio e bicicletta su tutto il distretto. Ho ancora tante idee e progetti. Non sono uno che ama stare in Aula a sonnecchiare, ho una formazione scout, noi impariamo facendo e forse i tempi dilatati della politica non sono i miei. Spero che non sia visto come un difetto».

Gabriele Bassanetti

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