San Nicolò, presentato il progetto da tre milioni
Consegnato a Regione e Soprintendenza il piano degli interventi di ripristino La chiesa è una delle più danneggiate in città dal terremoto del 2012
È stato consegnato in questi giorni, alla Soprintendenza e alla Regione, il progetto dei lavori di ripristino e miglioramento sismico del Tempio di San Nicolò, una delle chiese maggiormente danneggiate dal sisma del 2012, la cui restituzione la città attende con trepidazione crescente.
Previsto nel programma triennale dei lavori pubblici per gli anni 2017- 2019, per il momento il progetto preliminare ha avuto il nulla osta dei due enti sopracitati e, se tutto andasse per il meglio, dovrebbe essere approvato entro aprile, consentendo di cominciare i lavori nell'estate di quest'anno. A rallentare, fino a questo momento, il principiare delle attività, la bocciatura di una prima soluzione tecnicamente molto avanzata, che prevedeva l'inserimento alla base del tiburio di isolatori sismici che lo svincolassero strutturalmente dal resto dell'edificio in caso di terremoto, in modo da farlo scorrere senza subire le sollecitazioni provocate dalla struttura sottostante: ipotesi scartata.
A tutt'oggi, dunque, il progetto - che prevede una spesa di 2 milioni e 800 mila euro, finanziata con fondi regionali per 1 milione e 300 mila e con fondi assicurativi per la restante cifra - prevede l'elaborazione di una soluzione più tradizionale di riparazione, con un miglioramento sismico meno evoluto, tramite risarcitura di tutte le lesioni con la tecnica del cuci-scuci, cerchiatura del tiburio tramite stilature armate con barre in acciaio inox, iniezioni con malta di calce delle murature più degradate, cerchiatura degli absidi con stilature armate, rinforzo dei nodi del tetto in legno e incatenamento delle due facciate.
È previsto inoltre un contemporaneo progetto - che rientra nello stesso quadro economico e che verrà assegnato con un appalto a parte - di restauro delle superfici decorate interne. Verrà poi sottoposto a restauro anche il portico antistante la chiesa di San Nicolò, con stuccature delle fughe aperte e restauro della pavimentazione in cotto, risalente agli anni '80. La fattibilità tecnica trova nella dimensione e nella storicità dell'edificio le uniche problematiche, per cui si dovrà intervenire con delicatezza e competenza. Come tutti ben sanno, gli eventi sismici del 2012 hanno fortemente danneggiato la chiesa, la cui struttura era già stata oggetto di un intervento di miglioramento sismico concluso nei primi anni del 2000 e, successivamente, di una valutazione di vulnerabilità sismica conclusa pochi mesi prima che il terremoto scuotesse l'area. I principali effetti del terremoto sono, dunque, consistite nel riproporsi di danni preesistenti e nel manifestarsi di nuovi, alcuni dei quali sono giunti vicini al limite del collasso senza peraltro che questa situazione si sia effettivamente raggiunta se non in porzioni limitate, ossia nella sommità dell'edificio e in corrispondenza delle absidi: nello specifico, sono gravi le lesioni del timpano in facciata, nella giuntura tra navate e transetto, dove si sono manifestate distacco di mattoni, i campanili sono risultati fortemente danneggiati dall'azione sismica; i rosoni circolari; le absidi.
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