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Sassuolo, spedizione punitiva: liceale all’ospedale

di Alberto Setti
Sassuolo, spedizione punitiva: liceale all’ospedale

«Hai sputato sulla borsa della mia ragazza»: in quattro a sferrargli pugni davanti alla scuola. “Salvato” da una docente

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SASSUOLO. Uno studente del liceo di Sassuolo pestato a sangue nel corso della spedizione punitiva di una decina di coetanei arrivati da un’altra scuola, per il presunto sgarro alla fidanzata di uno di loro. Il tutto davanti a numerosi giovani, atterriti e sconcertati. Il pestaggio, in mezzo alla strada davanti all’uscita secondaria del Formiggini, è stato interrotto ieri attorno alle 14 da quattro adulti, tra i quali un’insegnante del liceo sassolese. Transitando in auto nella strada davanti alla scuola, hanno notato l’aggressione, si sono fermati e sono scesi. E hanno avuto il loro bel daffare per interrompere pugni e spintoni all’indirizzo di Christian, il 17enne destinatario della spedizione punitiva.

Il giovane, una volta “liberato”, è stato portato negli uffici del liceo, per le prime medicazioni. Aveva un dente spezzato, un occhio nero, una vistosa echimosi alla fronte e pantaloni e ginocchia sbucciate. Così i genitori, nel frattempo allertati, hanno deciso di portarlo al pronto soccorso, dove ieri è stato sottoposto a tac e medicato, con una prima prognosi, rassicurante, di sette giorni. Ha spiegato lui stesso, alla Gazzetta, il suo perchè di una violenza inaudita, specie tra studenti.

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«Abito a Maranello. Venerdì eravamo sul pulman diretti a casa. C’era anche un’altra liceale, fidanzata di una ragazzo dell’Elsa Morante. Sabato a me e ad un altro ragazzo che era seduto accanto a me sul pulman è arrivato un messaggio: dovevamo scusarci, per avere sputato sulo zaino di quella ragazza. Lo firmava il suo fidanzato. Non sapevamo neanche di che cosa parlasse... Gli ho risposto negativamente, e ho ricevuto per lunedì l’invito ad un confronto, davanti al liceo, finite le lezioni. Così all’uscita io e l’altro ragazzo ci siamo trovati di fronte non una persona che si lamentava, ma dieci nostri coetanei. Il fidanzato della ragazza mi ha affrontato con toni minacciosi, ho provato a resistere a quell’atteggiamento, mi ha sferrato un pugno e gettato a terra. Poco dopo ne avevo altri tre addosso, che mi picchiavano selvaggiamente».

A pochi metri di distanza, l’altra parte della spedizione ha invece ammansito il secondo giovane “convocato”, senza che accadesse altro di grave, mentre gli adulti intervenivano, provando a separare i contendenti.

Ieri sera Christian è tornato a casa dall’ospedale. Oggi presenterà una denuncia penale: «Mi è sparito anche l’orologio che avevo al polso», aggiunge.

Circostanza questa che fa strada all’accusa di rapina per i quattro che sono già stati identificati. Sono tutti di Fiorano e dintorni.

Che il blitz fosse preparato lo ha testimoniato anche la fidanzata di Christian: «Mi sono trovata davanti la fidanzata di quell’altro ragazzo, che mi ha invitata a seguirla dietro alla scuola. Quando sono arrivata, c’era quel giovane, che conosco di vista e che stava provocando Christian. È finita che si sono messi le mani adosso: quello lo ha colpito con un pugno e gettato a terra, poi sono arrivati gli altri a picchiarlo. Ho visto che gli davano dei pugni, erano almeno in quattro. Mentre stavano medicando Christian, gli ho detto di vergognarsi, mi hanno risposto che l’avrebbero rifatto».

Le indagini - a questo punto inevitabili - potranno appurare eventuali ulteriori e diversi retroscena, per ricostruire tutta la vicenda, che resta in ogni caso di stringente “attualità”: «Siamo preoccupati per nostro figlio - racconta la madre di Christian - Temiamo che questa barbarie possa rinnovarsi. Ci sarà pure qualcuno in grado di fermare una violenza inaudita».

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