Carpi, sciopero a oltranza davanti ai cancelli dell'Argenta
Lavoratori sul piede di guerra: «Mi avevano già licenziata quand’ero in maternità». Si parla di vendita dell’azienda
Hanno iniziato nelle prime ore di ieri mattina e andranno avanti a oltranza, fino, almeno, all’incontro con la proprietà, previsto a Roma giovedì pomeriggio.
I lavoratori del Gruppo Argenta sono sempre più sul piede di guerra dopo la notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno, del licenziamento in tronco di quattro dipendenti e del trasferimento di altri 26 dalla sede di Carpi a quella di Peschiera Borromeo, nel Milanese. Decisioni rese possibili anche dalla normativa approvata con il Jobs Act attraverso il quale «la proprietà può licenziare quando vuole» contestano lavoratori e sindacati. Un provvedimento che sarebbe stato preso, secondo voci che si rinconrrono in vista di una possibile vendita.
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Ieri i dipendenti hanno portato cartelloni con frasi di protesta: frasi che traggono spunto dallo slogan di Gruppo Argenta, “Il gusto senza sorriso”, o, ancora, “Paura non abbiamo, a Milano non andiamo”, “Entrati col sorriso, usciti con una lacrima sul viso”. «I 30 lavoratori interessati dal provedimento hanno ricevuto la solidarietà degli altri 70 - spiega Andrea Santoiemma, di Cgil Filcams, che conta 70 iscritti al Gruppo Argenta - Sciopero e presidio davanti ai cancelli proseguiranno fino a quando non faremo cambiare idea ai vertici aziendali. E di certo non si interromperanno prima del 15, quando, a Roma, è previsto un incontro con la proprietà, già fissato in precedenza. Tra i lavoratori che potrebbero rimanere a casa ci sono Cecilia, che ha tre figli, Mario, che assiste la madre anziana, per citare due esempi: persone e non numeri che servono oer fare quadrare un bilancio».
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Non si tratta del primo momento complicato per i lavoratori in sciopero. «Io sono già stata licenziata due anni fa con un telegramma - racconta Paola Casoli, di Parma - È successo esattamente nel febbraio di due anni fa: mi sono presentata a lavorare e dopo un quarto d’ora mi hanno comunicato che la mia presenza lì non era regolare, perché mi avevano licenziata il venerdì precedente. Poi mi hanno reintegrata perché hanno scoperto di avere applicato male la normativa». Nella stessa situazione si è trovata Francesca Belletti, con la differenza, però, che un paio d’anni fa è stata licenziata mentre si trovava in maternità. «La mia bambina aveva 6 mesi quando mi hanno detto che sarei rimasta a casa - aggiunge Francesca - Poi mi hanno ripresa, sempre perché si sono resi conto di un errore che avevano commesso». Paola e Francesca sono tra i 26 dipendenti trasferiti a Peschiera Borromeo.
Anche il sindaco Alberto Bellelli ieri mattina è stato al Gruppo Argenta per manifestare solidarietà ai lavoratori.
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