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Spia l’operaio con le telecamere: nei guai

Spia l’operaio con le telecamere: nei guai

Multa di 5300 euro all’imprenditore e l’autolavaggio sarà chiuso perché impiegava l’addetto in nero

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Per proteggersi da eventuali razzie dei ladri aveva installato le telecamere intorno al suo autolavaggio. Dovevano servire per monitorare l’area e magari essere d’aiuto alla collettività. Ma quel sistema di videosorveglianza costerà invece 5300 euro di multa all’imprenditore. I carabinieri della compagnia di Sassuolo, in collaborazione con l’Ispettorato del Lavoro, da tempo impegnati nei controlli contro le irregolarità amministrative, gli contestano infatti un eccesso controllo dei dipendenti, o meglio dell’unico operaio che si occupava della cura delle auto dei clienti. Una videocamera, infatti, non riprendeva il parcheggio e l’area di arrivo delle vetture, bensì la piazzola dove solitamente agiva l’addetto. Non si può fare, la Legge parla chiaro: è vietato “spiare” i dipendenti sul posto di lavoro. Cosa il titolare sospettasse non è dato sapersi, fatto sta che ora dovrà pagare la sanzione amministrativa per regolarizzare la sua posizione e dovrà affrontare anche una denuncia penale per l’installazione del sistema di telecamere e dell’impiego di manodopera irregolare. Perché l’operaio, oltre che essere spiato, era anche occupato “in nero”, non aveva quindi le tutele lavorative di cui possono godere i dipendenti assunti con un regolare contratto. L’uomo, di origini magrebine, pur essendo in regola con il permesso di soggiorno ed estraneo a tutto l’accertamento effettuato dai carabinieri, era anche l’unico lavoratore. Per questo l’Ispettorato del lavoro, rapportandosi con il Comune di Sassuolo, chiederà anche la sospensione dell’attività lavorativa dell’autolavaggio che ha impiegato lavoratori irregolari in una percentuale superiore al 20%, la soglia che autorizza il blocco temporaneo della licenza. Il provvedimento dovrebbe scattare nei prossimi giorni.

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