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Stefania Passamonte ai Grammy

Stefania Passamonte ai Grammy

La pianista era giurata e ha presentato un disco: «Emozione indimenticabile»

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La cinquantanovesima edizione dei Grammy Awards si è svolta allo Staples Center di Los Angeles, in California e c’era anche lei, che tanti anni fa è partita proprio dall’Italia, da Modena. Stefania Passamonte, pianista, oggi vive a Londra ma nella serata degli oscar della musica era anche nelle vesti di giurata.

Niente male pensando a qualche anno fa, quando muoveva “le prime mani” all’Orazio Vecchi: iscritta al conservatorio dall’età di 7 anni, a 10 anni il primo concerto, a 18 anni il diploma, poi la maturità al Tassoni e la laurea in legge. Ma il grande passo è prima con l’Accademia Santa Cecilia, poi alla Royal Academy, punto di arrivo dei grandi giovani artisti, selezionata tra oltre 1800 aspiranti. Oggi la musica è, ancora più di prima, la sua vita: «Ai Grammy ho presentato il mio ultimo disco, “The Tempest”. È stata una grande emozione. Anche il solo fatto di esserci, poichè i Grammy sono decisi dai membri della Recording Academy con potere di voto, e io posso votare».

Emozionante?

«I Grammy sono un’esperienza unica. Sono come le olimpiadi della musica, il tempio della musica più bella del momento, degli artisti più famosi e più interessanti al mondo. Il tappeto rosso è un momento magico che ti permette di essere spalla a spalla con i miti più impensabili».

A lei chi è capitato?

«Ero casualmente accanto a Jennifer Lopez. Dolcissima e così gentile che non ho avuto il coraggio neanche di farmi un selfie con lei».

L’atmosfera era tesa?

«La security che circonda lo Staple Centre e i controlli di sicurezza entrando in teatro sono rigidissimi, ma una volta passati l’aria è così amichevole e aperta da parte di tutti i colleghi musicisti. I Grammy sono in effetti una festa per celebrare la musica e quelli che la creano, per cui siamo tutti felici e pronti a divertirci e gioire del successo di tutti».

Insomma, chi fa musica deve esserci per forza.

«Los Angeles è una città speciale, che nella settimana dei Grammy apre le porte ai parties piu stravaganti, agli incontri piu impensabili, alle amicizie piu distanti, tutto solo in nome dell'arte e della Recording Academy. È un’esperienza unica, magnifica e che ti inspira a creare di più e sempre meglio».

Qual è la miglior espressione musicale di questi tempi?

«È difficile definire il top musicale. Sicuramente i Grammy sono uno specchio abbastanza veritiero di quale sia la musica migliore del momento. Incluso dovute referenze a successi del passato che hanno influenzato i vincitori di oggi, dai BeeGees, a George Michael e Prince».

Lei cosa ascolta?

«Adoro tutta la musica quando è bella, indipendentemente dal genere. Ho una passione segreta per l'hip hop: Skee Lo in “I wish I was a little bit taller” mi fa morir dal ridere perchè verissima oltre che con un ritmo contagioso, i Red Hot Chilly Pepper, Bruno Mars... Oltre naturalmente alla musica classica».

Cosa c’è nel suo futuro?

«Sto preparando una tournee in Cina, in America, e sto già pensando al mio prossimo album da solista. La mia accademia di musica sta preparando la prossima masterclass internazionale al Trinity Conservatoire of Music di Londra, dove vivo da anni, e una in Giappone». (d.b.)

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