Artoni, trattativa al ministero
Decine di posti a rischio dopo il passaggio di proprietà a Fercam
Ieri a Roma primo incontro tra gli esponenti sindacali e Fercam, alla presenza dei funzionari dei ministeri del lavoro e dello sviluppo economico, per la vertenza dell’azienda reggiana di trasporti Artoni, che ha una sede con una ventina di lavoratori anche a Campogalliano. Fercam ha di recente acquisito il controllo della Artoni ma ha anche minacciato un drastico ridimensionamento degli organici. L’incontro romano non ha prodotto un risultato concreto e gli approfondimenti proseguiranno anche oggi. L’obiettivo della Cgil è di tutelare i dipendenti che verrebbero esclusi dal passaggio a Fercam, azienda altoatesina di trasporti e logistica. Si è trattato, di fatto, di un vertice interlocutorio. Entrambe le parti in causa hanno cercato di trovare soluzioni per salvare i 170 dipendenti a rischio, ma non è stato trovato l’accordo e la partita resta aperta. «Stiamo cercando di fare il possibile – afferma Marco Righi della Filt Cgil – ma non è semplice soddisfare le richieste di tutti. La situazione è difficile e delicata, e dunque servirà pazienza per arrivare a un accordo». In tutta Italia i lavoratori della Artoni sono in stato di agitazione. Ad esempio in Toscana, dove l'azienda reggiana ha due sedi, a Calenzano e Pontedera, oltre che nella vicina Bologna. A Mantova, lunedì, nella sede di Valdaro l’attività di trasporto era bloccata con camion fermi nel piazzale.
In tutto, in Italia, tra lavoratori e indotto operano circa 2500 persone. Non è bastata dunque la vendita al gruppo Fercam, che ha acquisito la Artoni per 60 milioni. Il gruppo reggiano, a causa di difficoltà economiche, era stato già costretto a chiudere 39 sedi in tutta Italia. Fercam aveva concluso il 2015 con un fatturato di oltre 633 milioni di euro e si calcola che, con un fatturato di circa 200 milioni di euro annui derivante dalle attività Artoni, il fatturato Fercam toccherà i 900 milioni.
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