Bosch e i sindacati alla resa dei conti per i 130 in esubero
L’azienda accetta il confronto ma Fim, Fiom, Uilm avvisano «Fatturato aumentato, inaccettabile il Piano presentato»
L’azienda Bosch Rexroth Oil Control, che ha stabilimenti a Nonantola, Pavullo e Vezzano sul Crostolo (Reggio Emilia), e i sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil sono alla resa dei conti sul problema dei 130 esuberi dichiarati dall’impresa e giudicati inaccettabili dalla controparte.
L’azienda ha compiuto un passo indietro dopo il pacchetto di 10 ore di sciopero e il blocco degli straordinari annunciati dai sindacati e ha comunicato di essere disponibile a un incontro con i sindacati, già previsto per domani.
«La mobilitazione - dicono Fim Cisl, Fiom Cgil e Uil Uilm - era stata annunciata a fronte di un Piano industriale presentato (ma inatteso) l'8 febbraio ai sindacati in cui l'azienda prevede, a fronte di una crescita di fatturato di oltre 20 milioni, una pesante ristrutturazione con 130 esuberi, aumenti della turnazione sino a 18 turni settimanali, esternalizzazione di parte delle lavorazioni a basso valore aggiunto con i conseguenti esuberi, ma anche la possibile mobilità di maestranze tra i tre stabilimenti».
«Troviamo inaccettabile- afferma Simone Selmi, coordinatore delle rappresentanze sindacali del Gruppo Bosch- che a fronte di un aumento consistente di fatturato e di volumi produttivi (conseguenza della internalizzazione di alcune produzioni dalla Germania), siano previsti tagli occupazionali. Questo Piano è stato presentato nella fase conclusiva sul rinnovo del contratto aziendale, con una trattativa durata 18 mesi. L'azienda ha fatto la richiesta di un maggior utilizzo degli impianti con l'ausilio di 18 turni e da parte nostra - continua il sindacalista - c'era la disponibilità ad affrontare il tema, ma il maggior utilizzo degli impianti doveva essere vincolato a nuove assunzioni, stabilizzazioni dei precari, riduzioni di orario e aumenti salariali».
«Il nuovo Piano invece - sottolineano Fiom, Fim, Uilm - fa saltare tutti i punti su cui era imperniata la trattativa, a cominciare dal percorso che sembrava essere condiviso sino a pochi giorni fa dall'azienda, di stabilizzazione di diverse di decine di lavoratori in somministrazione. E l'azienda si era anche impegnata a rinunciare all'utilizzo di lavoratori in staff leasing, cosa che invece è riemersa nella presentazione del Piano industriale».
Dall'incontro di domani i sindacati si aspettano che Bosch «riveda il Piano industriale, ritiri gli esuberi e riapra un confronto sul contratto aziendale ripartendo da dove era stata sospesa la trattativa prima di Natale». In caso contrario la vertenza «si inasprirà».
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