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Gioco perverso su bimbo: 26enne nei guai

Gioco perverso su bimbo: 26enne nei guai

La Procura chiude l’indagine sul soffocamento dell’11enne: l’autore accusato di lesioni su minore

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Si è conclusa l’inchiesta della Procura per il caso del gioco violento compiuto su un undicenne modenese: un soffocamento progressivo fatto per una prova sadica di resistenza. L’autore del “gioco “ perverso è ora indagato per lesioni aggravate per il fatto di aver compiute su una vittima minorenne. Si tratta di un 27enne residente a Carpi. Ora rischia di essere rinviato a giudizio.

La conclusione dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Katia Marino, ora notificata all’indagato, vede dietro questo gioco perverso un comportamento grave ma non tale da poter configurare un tentato omicidio, come si era ipotizzato inizialmente. Le mani al collo hanno in ogni caso prodotto una frattura traumatica all’osso ioide, perdita di coscienza e di urine e disturbo acuto da stress che, secondo quanto accertato dalla Procura, hanno prodotto una malattia guaribile in un mese. Questo sul piano strettamente “meccanico” dell’azione. Perché come ha ricordato la madre in una recente intervista alla “Gazzetta”, i postumi di questo “scherzo” perverso sono stati molto più gravi.

La vittima era un ragazzino di undici anni che già soffriva di timidezza e di disturbi mentali che dopo questo grave episodio si sono accentuati fino a esplodere: è stato in cura da una psichiatra e ora è in una clinica. Per molto tempo ha ripetuto di vedere il ragazzo che voleva soffocarlo mentre si affacciava dalle finestre della sua camera e lo vedeva guardarlo come se volesse entrare lasciandolo in uno stato di terrore.

La madre ha dovuto combattere giorno per giorno per un preadolescente depresso ma anche per un altro figlio più grande di qualche anno che le raccontava le minacce che subiva dallo stesso aggressore del fratello. Come una volta in cui il ragazzo andava dalla scuola alla palestra a piedi ed è stato avvicinato dal carpigiano sotto indagine che lo ha minacciato dicendogli: «Se mi mandi in galera... Appena esco ti ammazzo». Racconto oggetto di una successiva denuncia alla polizia da parte della madre disperata dell’undicenne.

L’episodio al centro dell’inchiesta è avvenuto quasi un anno fa, in aprile. Non si sa perché, ma l’11enne e il fratello sono rimasti via di casa a lungo al punto da allarmare la madre e quando sono ricomparsi il piccolo era in condizioni penose. A fatica ha raccontato di essere stato sottoposto a questo gioco sadico: “cinque secondi in paradiso” stringendo il collo progressivamente.

Carlo Gregori

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