«Incidenti, già 7 morti da inizio gennaio»
Critiche da Piacentini (Aifvs): «Record negativo, dal 2011 a 2016 si arrivava a questi livelli a marzo o aprile, non in 43 giorni»
«Nei primi 43 giorni del 2017 siamo già arrivati a quota 7 morti. Un record negativo che scandalizza, al di là del fatto che ogni incidente stradale ha una storia a sè stante e che non può essere accostato a un altro».
Franco Piacentini, responsabile della sezione modenese Aifvs (Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada), come al solito non fa sconti. Da anni tiene assieme agli altri componenti dell’associazione un bilancio tutto suo, una sorta di censimento dei sinistri a Modena e provincia in cui vengono registrati puntualmente scontri, uscite di strada, tamponamenti, investimenti di pedoni e bici. Nel calderone dei 42 morti degli ultimi sei anni finiscono, suddivisi per categoria, anche 11 uscite di strada dove i guidatori hanno fatto tutto da soli, più 13 pedoni e 7 ciclisti.
Nell’anagrafe dei disastri della strada i casi mortali hanno un posto di rilievo. Ed è proprio mettendo in fila le nude cifre che Piacentini lancia il grido d’allarme. «Ho messo in fila i casi mortali come sono registrati dalle cronache dei giornali modenesi - spiega - e poi li ho integrati con quelli dell’Istat che negli ultimi tempi arrivano in tempi brevi. Bene, se prendiamo come parametro di riferimento gli ultimi sei anni, dal 2011 al 2016, vediamo che si arrivava in media a sette morti verso la fine di marzo o a metà aprile. Nel 2017 che è appena iniziato invece ci siamo già arrivati al 13 febbraio. Un record negativo che credo non abbia precedenti anche se i dati di cui siamo sicuri sono solo riferiti all’ultimo decennio. Ma non credo che verificando quelli degli anni precedenti troviamo qualcosa di diverso. Chi lo sa, magari molti anni fa si potrebbe trovare qualcosa di simile ...»
Fuori dai radar dell’Istat però restano tutti gli incidenti stradali con esito mortale quando la vittima muore oltre un mese dopo il sinistro. Anche questo è uno degli ostacoli che s’incontrano quando si vogliono raccogliere dati omogenei. L’anno scorso ad esempio è spirato dopo un lunghissimo periodo di coma un automobilista modenese che aveva avuto un incidente cinque anni prima. «Ho ricostruito il caso e fatto il collegamento perchè me ne ero occupato io» specifica Piacentini che però sottolinea l’urgenza di misure innovative.
«Tutto quello che si può fare per evitare incidenti - dice - va fatto. Mi rendo conto anche io dei limiti operativi, però tentiamo. Se troviamo, nonostante la cronica mancanza di personale, 150 agenti da mandare allo stadio ogni domenica possiamo chiederci se c’è qualche strada nuova da esplorare?»
Nelle rilevazioni rimangono sempre oscurati i punti più pericolosi. I dati dell’annuario statistico del Comune, ad esempio, riportano solo le strade ma non i punti esatti e la statistica tra lunghezza dei tratti stradali e numero di incidenti non dà nessun aiuto per la prevenzione. A cominciare, ovviamente, dalla manutenzione delle strade.
Saverio Cioce
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