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Modena, matrimoni e crisi senza fine in Chiesa e in Comune

Modena, matrimoni e crisi senza fine in Chiesa e in Comune

Aumentano le richieste di nullità. Boom a Carpi e c’è anche un caso di bigamia «Istituto in crisi perché la persona è destrutturata. Troppa litigiosità tra le parti»

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MODENA. «Non ho la soluzione a quanto vi dirò, ma quel che è certo è che il matrimonio religioso e civile è in crisi perché la persona oggi è destrutturata».

Lo dice monsignor Vittorino Tazzioli che ieri ha lasciato la carica di "vicario giudiziale" del Tribunale ecclesiastico Emiliano, occupata dal 28 settembre 1968. Il responsabile dell'ufficio che in Vaticano è definito Sacra Rota ha ieri illustrato, ad apertura dell'Anno Giudiziario, la situazione relativa ai matrimoni religiosi resi nulli nel 2016 nelle diocesi emiliane.

Prima delle cause i numeri. Nel 2016 sono state in tutto 128 le nuove richieste di nullità del matrimonio contratto davanti alla Chiesa, rispetto alle 90 richieste dell'anno precedente.

Numeri che confermano, per dirle con le parole dell’arcivesvovo di Reggio Emilia Camisasca

Le statistiche del tribunale ecclesiastico emiliano - competente sulle diocesi di Carpi, Fidenza, Modena-Nonantola, Parma, Piacenza-Bobbio, Reggio Emilia-Guastalla - sono stati illustrati al Seminario modenese da Tazzioli insieme al vescovo di Modena-Nonantola Erio Castellucci e alla presenza di altri vescovi tra cui Francesco Cavina di Carpi e quello di Reggio Massimo Camisasca. «È in piena crisi l'istituto del matrimonio e così entra in crisi la società. Accadeva anche al tempo degli antichi romani. Quindi le cause nel nostro tribunale in generale sono in diminuzione, non tanto perché i matrimoni diventino più solidi - tutt'altro - quanto perché se ne celebra un numero infinitamente minore».

La maggior parte delle richieste di nullità è arrivata da Modena con 41 matrimoni (lo scorso anno erano 40) posti all'attenzione dei giudici anche se quest’anno a spiccare sono soprattutto i dati relativi a Carpi.

Nella seconda diocesi della provincia le richieste sono invece più che raddoppiate passando dalle 4 del 2015 alle 10 dell'anno appena trascorso. Anche il dato di Reggio è in sensibile aumento, visto che le richieste sono passate da 21 alle 32 analizzate nei dodici mesi appena trascorsi. Complessivamente, nel corso del 2016 le cause trattate sono state trattate 221 e quelle definite con sentenza definitiva sono 93. Di esse 91 sono terminate con la nullità del vincolo matrimoniale davanti a Dio.

Ma al di là dei numeri, perchè queste coppie hanno deciso di porre fine ad un legame contratto davanti a Dio?

Il primo motivo di nullità dei matrimoni - emerso dai dati - per incapacità psichica dell'assunzione degli oneri, con 56 cause affermative, oppure per difetto della discrezione di giudizio (55), ovvero nel caso in cui il coniuge non sia in possesso di una sufficiente maturit in merito agli obblighi matrimoniali da assolvere.

Una trentina di nullità sono state confermate anche per esclusione della indissolubilità, ovvero la laicità dell'unione e la volontà di ricorrere al divorzio nel caso in cui il matrimonio fallisca. In 29 casi la sacra unione stata interrotta per esclusione della prole e in due casi per infedeltà. Lo scorso anno è stato annullato un matrimonio anche per accertata bigamia.

Tazzioli spiega i dati del "suo" tribunale: «Spesso io e gli altri giudici rileviamo una grande litigiosità delle parti. Un tempo non era così e ora purtroppo cala, e molto, il numero delle celebrazioni sia religiose che civili».

Alla inaugurazione anche il vescovo di Modena: «Non è terminato il tempo di don Vittorino: la sua competenza e passione resteranno con il ruolo di vicario giudiziale emerito. Anche se in realtà andrebbe 'giubilato' visto che ha prestato servizi qui per quasi 49 anni. Lui pensava ai codici anche durante l'anestesia per una recente operazione».

Stefano Luppi

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