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«Renzi, Bersani, D’Alema: ora basta!»

«Renzi, Bersani, D’Alema: ora basta!»

Dalle prime assemblee nei circoli emerge chiara l’insoddisfazione della base: «Correnti dannose, guardate i contenuti»

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Fino a sabato, quando ci sarà l’assemblea nazionale, meglio viaggiare coperti in casa Pd. Almeno è questo l’andazzo di queste ore, dove dopo la direzione è cominciato lo “spacchettamento”. Il partito, a Roma, come a Modena, è sempre più diviso. Con una aggravante: la lontananza dai circoli. A Modena la base lo sta dicendo chiaramente. Cinque assemblee fatte, stesso ritornello non troppo galvanizzante per i dirigenti che stanno facendo la conta delle poltrone e l’elenco delle correnti. La sintesi è più o meno questa: «Non ci interessa Renzi, non ci interessa Bersani, non ci interessa D’Alema: ora basta! Guardate quello che sta succedendo nel Paese e andiamo oltre le correnti. Decidiamo un programma e andiamo avanti su quello, non per poltrone o giochi di potere». Messaggio chiaro, messaggio ricevuto, nel senso che a Modena sembra che lo abbiamo capito che la lontananza dalla base è arrivata oltre il livello di guardia. Meglio cambiare registro. Ultimo esempio la serata di Sant’Agnese l’altra sera, ma era stato così anche prima negli incontri organizzati per Baggiovara e le frazioni, per la Crocetta, San Damaso e San Faustino.

L’avranno capita? A Modena sanno bene che andare a congresso subito significa sovrapporre la scadenza di partito con quella elettorale (18 comuni al voto nella sola Emilia Romagna, Stefano Bonaccini sa bene che sarebbe una pazzia). A Modena sanno anche bene che comunque vada, l’assemblea di sabato porterà decisioni sì, ma davanti ad una platea che per certi versi appartiene ad un’altra era geologica: Giulia Morini, ad esempio, entrò in quota Civati, Fabio Rossi, ex consigliere comunale e oggi fuori dalla bagarre politica, come fedelissimo di Matteo Richetti, Maria Cecilia Guerra era fedelissima di Cuperlo, così come Stefano Vaccari. E non si può certo dire che oggi, i due senatori, vadano d’amore e d’accordo.

Il problema rappresentatività rimane. E forse proprio la cena del 27 febbraio a Modena est con Pierluigi Bersani sarà lo spartiacque di un mondo destinato a cambiare geografia nel giro di breve tempo.

Nella tabella riportata qui sopra, riproponiamo una mappa piuttosto “liquida”, fatta di sottili divisioni che potrebbero certamente rientrare nell’ambito di un pacchetto di alleanze che si sta disegnando attendendo il posizionamento della minoranza dem. Scissione? Per Paolo Trande, a guardare Facebook, ci siamo vicini: «Nessuna slide - riferendosi alla direzione di lunedì - sulla mission vera della sinistra, sulla sua ragion d'essere più forte. Continua lo storytelling. Questo è il vero problema. Se rottura sarà questa sarà la ragione principale».

Davide Berti

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