Modena Caso Cardiologia, attacco agli accusatori di Sangiorgi
La vedova di Geraci, ex capo di Emodinamica, contro gli ex colleghi del marito: «Mi disse che presto il dottor Rosario Rossi avrebbe fatto le scarpe alla Modena»
Che cosa ricorda, dottoressa, di Cardiologia prima dell’arrivo del professor Sangiorgi? La dottoressa Loretta Governatori, vedova del professor Guido Geraci, ex capo di Emodinamica, si sistema sulla sedia e va giù pesante: «Dico solo che mio marito qualche tempo prima di morire mi disse: “Vedrai, tempo due anni e Rosario Rossi farà le scarpe alla Modena”». Questa risposta - sicuramente non collegabile in modo diretto alle accuse contro lo staff della Cardiologa quando dirigeva la Struttura complessa del Policlinico - ha raggelato l’aula dell’ex Metropol all’udienza di ieri per il caso di Cardiologia. Ancora una volta dal versante della difesa è affiorato il sospetto che l’intera accusa contro la prof. Modena e il suo braccio destro Giuseppe Massimo Sangiorgi, direttore di Emodinamica, sia solo una fase di scontro in una guerra tra medici: Rosario Rossi, successore “pro tempore” di Geraci, lasciò il posto a Sangiorgi e in seguito diventerà uno dei principali accusatori del cardiologo romano, ora al centro del maxiprocesso che lo vede a capo di una presunta organizzazione che conduceva sperimentazioni occulte per ottenere denaro dalle case biomedicali tramite la sua onlus E2C. La dottoressa Governatori ha chiuso così la sua testimonianza ricordando come Sangiorgi è arrivato a Modena: dopo la scomparsa di Geraci era stata lei stessa con una collega a fare il nome del professor Biagini dell’Ismett di Palermo: aveva avuto in cura suo marito dopo un infarto (poi deceduto nel 2007). Tutto pare concluso per il meglio e Biagini, «una persona leale e capace», viene accompagnato in giro per Modena a cercar casa. Ma poi sparisce. Una rinuncia carica di misteri. A domanda la Governatori dà una risposta che è un colpo diretti agli ex colleghi del marito e oggi accusatori del presunto “sistema Modena-Sangiorgi”: «Per un certo periodo non si fece trovare da nessuno, poi riuscii a contattarlo. Quando lo incontrai mi disse che a Modena c’era materiale umano scarso. Mi disse anche che il dottor Rossi, durante il loro incontro, gli aveva detto che non avrebbe collaborato». Parole pesanti come macigni da parte di un testimone risultato a favore di Sangiorgi al 100 per cento.
Sempre ieri tra i testi della difesa Sangiorgi ha parlato anche il dirigente medico Andrea Barbieri del Policlinico, allora all’Uti e alla Ecocardiografia. Ha confermato che con l’arrivo del cardiologo romano, già famoso, il reparto ha registrato un boom di pazienti e di “ricavi”. Non sapeva né di studi abusivi né di soldi alla onlus.
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