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Formigine: Cecilia Camellini, altra impresa dopo le olimpiadi laurea con 110 e lode

Formigine: Cecilia Camellini, altra impresa dopo le olimpiadi laurea con 110 e lode

Formigine. La campionessa di nuoto neodottoressa a pieni voti in psicologia clinica all’università di Bologna

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FORMIGINE. Questa volta non c'è una medaglia d'oro attorno al suo collo né una piscina olimpica a fare da cornice, ma una corona di alloro e gli applausi scroscianti di tutto il campus universitario di Cesena a creare un'atmosfera altrettanto magica. Per Cecilia Camellini, però, le emozioni hanno quasi lo stesso sapore, legate da un filo sottile che con impegno e sacrifici lei stessa ha reso solidissimo: la campionessa italiana del nuoto paralimpico è ora anche dottoressa, laureata in Psicologia Clinica a pieni voti a pochi mesi di distanza dalle sue ultime imprese olimpiche in vasca.

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Ironia della sorte, proprio a San Valentino, nel giorno degli innamorati, ha celebrato la conclusione degli studi, quasi a voler rimarcare quel suo amore per la psicologia che è sempre andato di pari passo con quello per il nuoto. Non solo di pari passo ma anche con risultati identici, perché Cecilia Camellini si è sempre confermata da gradino più alto del podio anche quando di mezzo non c'è stata l'acqua. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo Muratori di Modena con cento centesimi, ecco la laurea magistrale all'Università di Bologna, nella sede di Cesena, con centodieci e lode, la stessa valutazione con la quale aveva concluso il percorso triennale. Un curriculum da fare invidia ad ogni studente modello impreziosito da un dato non di poco conto, quello di aver speso quasi ogni giorno degli ultimi anni allenandosi in vasca e gareggiando in tre Olimpiadi, un Mondiale e quattro Europei organizzati in tutto il mondo dal Comitato Paralimpico Internazionale, per la bellezza di 25 medaglie da mettere in bacheca nella sua casa di Casinalbo. «I miei studi e la mia passione per l'acqua - aveva raccontato - vanno d'accordo e trovano tantissimi punti in comune, tali da rendere imprescindibile l'una o l'altra cosa». Essere stata dea o regina delle acque, in fondo, fa sembrare quasi naturale indossare una corona d'alloro, ma non è questa l'affinità che Cecilia, come sempre con grande umiltà, intende: lei, infatti, ha applicato talmente alla perfezione il concetto di mens sana in corpore sano da riuscire ad andare oltre, capendo quanto attività fisica, acqua e psicologia possano rivelarsi un connubio perfetto ed anche di grande aiuto. Non c'è da stupirsi, dunque, se la giovane formiginese, che il 10 marzo spegnerà 25 candeline, abbia le idee già ben chiare sul suo futuro. Un futuro che non potrà mai escludere l'acqua, come testimonia alla perfezione il commento alla foto scattata martedì dopo la proclamazione: «Sotto la cuffia, questa non ci sta», riferendosi ovviamente alla corona che portava in testa.

Marco Costanzini

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