Faso, le vittime fuori dal processo
L’ex capo della municipale di Sassuolo li minacciò con una pistola
Si è aperto e subito chiuso, con rinvio al 22 novembre, il processo che vede imputato Stefano Faso, ex capo della polizia municipale di Sassuolo, accusato di minacce, abuso di potere e detenzione illegale di arma. Ma la prima udienza ha già portato una prima sorpresa: le due persone che vennero minacciate da Faso non si sono costituite parte civile. Quali siano le motivazioni non è dato sapersi, ma dovranno comunque partecipare all’udienza in quanto testimoni dell’accusa.
I fatti risalgono alla primavera del 2012 quando Faso si trovava fermo con la sua auto in uno stradello privato a Baggiovara. Insieme a lui c’era una donna. I due vennero raggiunti dai due testimoni, che invitarono l’ex comandante della Pm a lasciare la proprietà privata. Cosa che effettivamente farà. Ma appena arriva sulla strada pubblica ferma la vettura e arrivano i vari reati che la Procura contesta e per i quali è a processo. Con sé ha la pistola d’ordinanza - se la fa mostra o meno dovrà essere accertato in sede di dibattimento - anche se portarla soltanto nel tragitto casa-lavoro, e inizia a minacciare le due vittime a cui intima anche di non proferire parola di quanto accaduto. E invece la Polizia di Stato apre le indagini che portano poi al processo.
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