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Gruppo Argenta, ora è muro contro muro

Negativo l’incontro con i vertici aziendali. La Cgil: «Aperto lo stato di agitazione a livello nazionale»

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Si è tenuto ieri mattina a Roma l’incontro tra il sindacato Cgil Filcams e la proprietà del Gruppo Argenta. Oggetto del confronto il licenziamento in tronco di quattro dipendenti e il trasferimento di altri ventiseri dalla sede di Carpi a quella di Peschiera Borromeo, nel Milanese.

Quello di ieri è stato un incontro molto acceso e in cui non sono mancati momenti di tensione tra le parti. Il sindacato Cgil Filcams, rappresentato da Andrea Santoiemma, ha esposto con chiarezza la posizione dei lavoratori, che difendono la propria occupazione con forza. Dal canto suo l’azienda ha ribadito le motivazioni che stanno alla base dei licenziamenti e dei trasferimenti.

«Domani (oggi, ndr) parlerò con i nostri lavoratori e spiegherò con estrema chiarezza tutti i dettagli dell’incontro - racconta Andrea Santoiemma di Cgil Filcams -, ma per il momento preferisco che non trapeli nulla. L’unica anticipazione che mi sento di fare è che le organizzazioni sindacali hanno deciso di aprire uno stato di agitazione a livello nazionale, che coinvolge tutti i 1260 lavoratori».

A questo punto la sensazione è che ci si trovi di fronte ad un muro contro muro, in cui il margine di trattativa sia - per ora - molto ristretto. Lo stato di agitazione sindacale nazionale si può leggere come un innalzamento del livello di protesta dei lavoratori, che potrebbe poi anche portare ad uno sciopero che possa coinvolgere l’intero Gruppo Argenta.

La protesta resta accesa a Carpi, dove le decisioni di Argenta vanno a minare la serenità dei lavoratori e delle loro famiglie: «Sciopero e presidio davanti ai cancelli proseguiranno fino a quando non faremo cambiare idea ai vertici aziendali», aveva detto nei giorni scorsi Santoiemma. E così sarà.

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