L’orgoglio di Bianca: «I miei genitori salvarano gli ebrei»
CASTELVETRO. Durante la rassegna "Carta" di ieri mattina, il tema dell'accoglienza è stato analizzato anche in riferimento ai tempi passati. In particolare, si è parlato degli ebrei perseguitati...
CASTELVETRO. Durante la rassegna "Carta" di ieri mattina, il tema dell'accoglienza è stato analizzato anche in riferimento ai tempi passati.
In particolare, si è parlato degli ebrei perseguitati durante il nazifascismo e delle famiglie che hanno offerto aiuto a chi fuggiva dallo sterminio. È stato proiettato il documentario “Al riparo degli alberi” di Valentina Arena, e si è ascoltata la testimonianza di Bianca Gianaroli, 83 anni di Solignano, i cui genitori Alberta e Sisto hanno tenuto nascosta per un anno una famiglia di ebrei. «Li hanno presi in casa con il rischio di venire uccisi - ha ricordato Bianca -. Anche loro sono dovuti scappare, esattamente come i ragazzi che si accolgono oggi». Bianca è crede che «l'accoglienza sia alla base della vita». Del resto, ha ricordato, anche lei ha dovuto migrare in cerca di lavoro: «A quattordici anni, lasciare la famiglia per andare a lavorare è la cosa più triste e brutta che possa esistere. Nonostante fossi a Milano, mi sentivo in un Paese straniero, lontano dalla mia casa, dalla mia regione. Per questo riesco a capire quale tragedia sia dover scappare dal proprio Paese». A convincere i suoi genitori a salvare la famiglia che chiedeva aiuto, dice Bianca, «fu un fatto di testa. Dividiamo il mondo tra migliore e peggiore, siamo convinti che la terra sia di qualcuno, ma non è di nessuno. Per questo dovremmo avere tutti la capacità di accogliere, accettare ed aiutare. I giovani, se possono, devono aiutare i ragazzi che arrivano qui, perché hanno realmente bisogno». (e.v.)
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