La farmacia comunale di Sant’Antonio in vendita
Pavullo. L’assessore Muzzarelli: «Abbiamo bisogno di fondi per gli interventi antisismici nelle scuole e non dà grandi utili». Il giro d’affari è di un milione
PAVULLO. La farmacia comunale di Pavullo sarà venduta, sicuramente prima del 2018 e probabilmente già nell'arco di questo 2017. Lo sottolinea l'assessore al Bilancio Gian Luca Muzzarelli, confermando l'indicazione emersa in chiusura dell'ultimo Consiglio comunale, quando aveva fatto il punto sulle società partecipate del Comune a seguito dell'interrogazione presentata dai 5 Stelle Davide Venturelli e Fabio Catani. I due avevano chiesto quali fossero le partecipate in cui il Comune ha diritto di nominare amministratori e consiglieri, che stipendi percepissero e se non fosse opportuno azzerare i rimborsi in concomitanza col rinnovo degli organi. La risposta è stata che, se tra le società in cui il Comune ha una quota significativa ci sono anche l'Acquedotto del Dragone (7%) e il consorzio For Modena (3%), l'unica in cui ha il potere di nomina è appunto la Farmacia Comunale, ubicata a Sant'Antonio in centro ai lati della trafficatissima statale 12. Una controllata in realtà, più che una partecipata, perché il Comune detiene il 51%. Ma non ci sarà bisogno di tagliare gli stipendi di chi la gestisce (24mila euro annui all'amministratrice delegata e soli 380 agli altri due membri del cda) perché prima della loro scadenza di mandato, fissata nel 2018, il Comune vuole cedere il controllo societario.
«Sì confermo, vogliamo vendere – ribadisce Muzzarelli – per due ragioni fondamentali. La prima è che abbiamo bisogno di fondi, anche in vista dei possibili interventi antisismici sulle scuole. Le verifiche tecniche sono ancora in corso, perché per la burocrazia sono partite solo dopo Natale, ma è presumibile che qualcosa da fare ci sia, e dobbiamo essere pronti a questa evenienza. La seconda è che la farmacia in termini di utili ci dà vantaggi irrilevanti: non incameriamo, e quindi non ha senso mantenere il controllo della società. Per questo vorremmo cedere le quote di maggioranza entro l'anno».
Cessione ovviamente con procedura ad evidenza pubblica, nella quale a parità di offerta avrà diritto di prelazione chi è già dentro la società e che quindi avrebbe la possibilità di prenderne le redini nella privatizzazione. Non è detto comunque che il Comune esca del tutto: «Potremmo mantenere una percentuale minima – precisa Muzzarelli – ma dobbiamo valutare».
La farmacia è stata oggetto negli ultimi anni di vivacissimo dibattito politico a Pavullo, con l'opposizione che ha sempre invitato la maggioranza di centrosinistra a cedere le quote di una realtà che, pur funzionando perché l'utenza è tanta (i valori di produzione sono arrivati a sfiorare il milione), per le varie spese non garantiva introiti al Comune. Già nel marzo 2010 l'allora consigliere Moreno Orlandini presentò un'interrogazione specifica sul caso e Gianni Bernardoni non ha mai mancato di farvi riferimento a ogni discussione sul bilancio. Ora, a quanto pare, l'auspicio si concretizza.
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