Castelvetro. Mohamed, nuova vita in una famiglia modenese
Sedicenne del Marocco è stato accolto dai coniugi Daniele Angeli e Lucia Borsari «Era fuggito dall’Africa e da tre anni era in comunità. Il suo sorriso ci arricchisce»
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CASTELVETRO. «È possibile essere giusti anche oggi e anche oggi bisogna aprire le nostre case». È questo il messaggio che Giorgia Mezzacqui, assessore alla cultura, ha voluto dare ieri mattina agli studenti delle scuole di Castelvetro, con il primo appuntamento della rassegna “Carta”, dedicata alla Carta Universale dei Diritti dell'Uomo. In questa rassegna viene esplorato il tema dell'accoglienza, argomento sempre più d’attualità delle cronache locali e nazionali. In particolare, è stata l'accoglienza dei più giovani ad essere al centro della mattinata, con la presentazione del progetto “WelcHome”.
«Il progetto WelcHome - spiega Rita Bondioli del Comune di Modena - è stato aperto dal Comune a maggio 2016. Con questo progetto cerchiamo di realizzare accoglienze familiari di minori stranieri non accompagnati, richiedenti asilo o meno, che vengono trasferiti a Modena». I minori, attualmente cento, nella maggior parte dei casi vengono collocati nelle strutture comunitarie apposite, e devono affrontare molte difficoltà, non solo burocratiche». Il progetto WelcHome cerca di superare queste difficoltà, destinando alcuni minori (attualmente quindici) all'accoglienza in famiglia per almeno sei mesi. Uno di loro è Mohamed, ragazzo di sedici anni originario del Marocco in viaggio da quando ne aveva tredici. Mohamed è stato accolto nella famiglia di Daniele Angeli e Lucia Borsari, giovani genitori modenesi, che ieri mattina hanno parlato ai ragazzi della loro esperienza.
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«Lo abbiamo accolto ad ottobre, dopo che aveva vissuto tre anni in comunità», racconta Lucia. Lei e Daniele hanno una figlia di un anno e mezzo, con la quale Mohamed ha legato sin dai primi incontri: «Si sono trovati benissimo. Dopo un mese di conoscenza graduale tra di noi, ci siamo sentiti pronti tutti e tre ad accoglierlo in famiglia». Da allora sono passati cinque mesi, che Lucia descrive come «una ricchezza incredibile. Mohamed è un ragazzino dolcissimo». Ricchezza che è nata dall'incontro reciproco di due mondi diversi: «Mohamed è venuto in Italia, dove mangiamo la pasta, mentre lui vorrebbe il cous cous cucinato come lo faceva sua madre. Inoltre noi emiliani mangiamo molto maiale, mentre lui è musulmano. È un confronto quotidiano molto divertente ed arricchente». Non mancano, però, le similitudini: «Sia Mohamed che noi tifiamo Inter - dice Daniele -. La passione per il calcio ci ha aiutati tantissimo. Dobbiamo ringraziare la psicologa e l'assistente sociale che ci sono stati assegnati dal Comune, che ci hanno guidato nel facilitare il rapporto con Mohamed». In tutto questo, Mohamed conduce anche una normale vita da studente: frequenta l'istituto Nazareno di Carpi, e sogna di diventare chef. Ma quale futuro lo attende?
«Noi speriamo di continuare questa esperienza il più a lungo possibile - dice Daniele -. Lui adesso ha un permesso di soggiorno per minori, valido fino a diciotto anni. Stiamo pensando di convertire questo permesso di soggiorno in un permesso per affido, che può arrivare fino ai ventuno».
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