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Scissione dietro l’angolo, il Pd fa la conta

Scissione dietro l’angolo, il Pd fa la conta

Un documento firmato da 34 segretari e coordinatori invita all’unità. Ma c’è già chi si è sfilato...

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Sono già 34 i segretari di Federazione, comunali e coordinatori di zona del Pd modenese che hanno firmato l’appello all’unità del partito (che ha cominciato a circolare in queste ore) in cui esprimono preoccupazione per l’ipotesi paventata di una scissione interna e in cui ribadiscono la necessità di rimanere coesi per poter dare risposte alle sfide che attendono il Paese. L’appello è stato firmato, in primis, dal segretario provinciale Lucia Bursi e dal segretario cittadino Andrea Bortolamasi, ma anche da altri 32 tra segretari comunali e coordinatori di zona di tutta la provincia.

Un’unità, quella descritta dal Pd in una nota arrivata ieri pomeriggio, che comunque su Modena non è così chiara. La sottoscrizione non è ancora stata richiesta ai segretari comunali modenesi, ma almeno tre hanno per il momento evitato di aderire al documento: Carmelo Belardo a Modena Est, Walter Stella alla Crocetta e Michele Stortini a Buon Pastore non sono tra i firmatari. Per vedere chi ci starà davvero bisognerà attendere le prossime ore, quando il documento sarà pubblico e la firma sarà aperta a tutti. Non che questo documento cambi le carte in tavola, ma certamente aiuterà nella ricostruzione di una geografia del Pd che da qui a domenica subirà parecchie variazioni: il “chi va”e “chi resta” è certamente un rebus, ma la scissione a Roma è già data praticamente per certa.

Nel documento si legge: «non riusciamo a comprendere, pertanto, le ragioni per le quali si paventano scissioni, in un momento storico in cui in Europa e nel mondo stanno prendendo forza inquietanti venti di destra, che rendono quanto mai necessaria l'unità delle forze riformiste ed europeiste. Se vent'anni fa guardavamo la mappa politica dell’Unione Europea, potevamo vedere, dal Portogallo alla Germania, dalla Inghilterra all'Italia, governi riformisti di centro-sinistra: oggi, invece, assistiamo ad un arretramento del centro-sinistra e delle social-democrazie europee. In questo contesto il Pd rimane il più grande partito di centrosinistra europeo, primo partito all'interno del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo e il primo partito del Paese. Non sciupiamo un patrimonio del genere, ogni volta che la sinistra si è divisa ha spalancato la porta alle destre. Abbiamo bisogno di tutto ma non dell’ennesima scissione». (d.b.)

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