Blitz, varie piste e rogatorie internazionali
Le indagini: niente impronte nè immagini, condominio setacciato, le ipotesi investigative europee
Prima del colpo di scena, della clamorosa svolta marocchina di questo caso che aveva mobilitato il mondo, lo staff che si occupava e si occupava delle indagini sul colpo e sul relativo ritrovamento della tela stava facendo tutto il possibile. E questo ovviamente sin dall’inizio, tra mille difficoltà, con una “zona del crimine” senza alcuna traccia utile, niente impronte, niente immagini rubate da telecamere della rete di sicurezza comunale, nessun testimone. I carabiniere del Nucleo tutela patrimomio artistico di Bologna comandati dal capitano Imperato, il pm Claudia Ferretti titolare dell’inchiesta della procura, guidata da Lucia Musti spaziarono dall’Italia all’estero.
Il pm Ferretti in questi due anni e mezzo aveva inviato rogatorie internazionali sia in Francia che in Gran Bretagna per avere informazioni utili alle indagini ma finora non aveva avuto risposta. In città si fece un blitz, in un condominio di via Verdi, a caccia di tracce e reperti utili, ma non diede i risultati sperati. Nel frattempo, grazie agli archivi e alle ramificazioni investigative dei carabinieri, si seguivano più piste. Nell’agosto scorso, quando si fece il punto della situazione al secondo “compleanno” del furto della tela, si dava per probabile la presenza del quadro del Guercino in Italia o al massimo in paesi appena fuori dal nostro, ovvero Francia, Svizzera, Austria. Insomma, le piste c’erano ed erano battute, ma non stavano portando alla meta. Ieri dunque la notizia del ritrovamento: che si tratti del Guercino rubato a Modena è stato confermato dal procuratore capo di Modena Lucia Musti: «Il quadro trovato in Marocco è ufficialmente il Guercino rubato nel 2014. Del rinvenimento si avuta comunicazione attraverso l'Interpol. Le indagini sono sempre proseguite con il massimo impegno sia da parte dell'autorità giudiziaria, sia da parte dei Carabinieri della tutela del patrimonio culturale, con il coinvolgimento di altre forze di polizia. Le indagini proseguono». I carabinieri del Tpc, che hano verificato che il quadro fosse il Guercino “modenese” hanno fatto in modo, contattando l’ufficio Interpol di Rabat che il prezioso quadro «venisse posto in sicurezza e a disposizione delle autorità italiane. In queste ore, sono già attivi i contatti aperti dai Ministero per i beni culturali e per gli affari esteri, per giungere nel minor tempo possibile al rimpatrio dell'opera».
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