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Caso Artoni, ieri sciopero «Ora tavolo al ministero»

Caso Artoni, ieri sciopero «Ora tavolo al ministero»

L’azienda di Bolzano aveva dichiarato 170 esuberi e lancia accuse ai sindacati Filt Cgil non si arrende: «Comportamento scorretto ma restiamo disponibili»

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La notizia della retromarcia di Fercam nell’acquisizione del ramo d’azienda di Artoni ha sconvolto i tanti lavoratori coinvolti, 581 a livello nazionale, per i quali la stessa Fercam aveva annunciato 170 esuberi.

In ambito modenese la vicenda riguarda una ventina di addetti che lavorano presso la sede Artoni di Campogalliano, oltre ad alcune decine di autotrasportatori attivi in proprio per conto della stessa Artoni e che da tempo reclamano pagamenti arretrati di parecchie mensilità e sono inferociti.

Fercam ieri ha diffuso una nota in cui spiega le ragioni della decisione di rinunciare all’operazione Artoni: «La società - dice l’azienda di Bolzano - si è impegnata con grande dispendio di energie e di tempo a negoziare il subentro a titolo di affitto con prospettive di possibile, futura acquisizione di rami di azienda del gruppo Artoni, che avrebbe salvaguardato significative attività produttive con connessi livelli occupazionali. Il procrastinarsi delle trattative, anche per la mancanza di un accordo sindacale condiviso, oltre i termini utili per un subentro prospettico nelle attività aziendali, ha fatto venire meno i presupposti per una positiva conclusione dell'operazione. Fercam deve declinare ogni responsabilità per il mancato raggiungimento dell'accordo con il gruppo Artoni».

Ieri c’è stato lo sciopero generale dei dipendenti della Artoni di Guastalla e delle sue sedi periferiche con presidi.

«La proclamazione dello sciopero è la risposta a un comportamento scorretto - dice Danilo Morini segretario nazionale Filt Cgil - perché noi abbiamo partecipato alla procedura d'incontro che era stata aperta da Fercam. Sino a venerdì scorso ci siamo confrontati apertamente. Dopo il primo approccio ci eravamo aggiornati per un appuntamento all'inizio della settimana corrente. Noi c'eravamo e nessuno di loro si è presentato. Abbiamo cercato di allacciare un nuovo contatto trasmettendo una nota scritta nella quale abbiamo dichiarato la nostra piena disponibilità a trovare una soluzione su tutti i temi sul tappeto. Nemmeno la cortesia di una risposta. Ed anzi è arrivato il loro annuncio». La Filt Cgil però non si arrende: «Abbiamo avanzato richiesta al Ministero dello sviluppo - precisa Morini - per l'apertura di un tavolo di discussione allo scopo di affrontare il tema della occupazione di tanti lavoratori».

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